Italia, Unioncamere vede Pil 2012 a -1,5%, 2013 a +0,8%

giovedì 3 maggio 2012 13:50
 

ROMA, 3 maggio (Reuters) - Il Rapporto Unioncamere 2012, diffuso in occasione della 10ª Giornata dell'Economia, vede una decrescita del Pil in Italia nel 2012 dell'1,5% e una crescita dello 0,8% nel 2013.

E' quanto si legge in una nota.

A fronte del calo medio del Pil dell'1,5%, saranno le regioni del Sud a pagare lo scotto più consistente della crisi, segnando un decremento del Pil dell'1,8%, con l'Abruzzo, il Molise e la Basilicata destinate a registrare una contrazione del 2%. Anche i consumi delle famiglie e la spesa per investimenti sono previsti quest'anno in ulteriore, sensibile calo (rispettivamente -2,1% e -3,8%), più incisivo nelle aree meridionali.

Il segno più tornerà a comparire nel 2013 (+0,8%), con un'accelerazione maggiore nel Nord-Est (+1,3%) e un velocità decisamente più contenuta al Sud (+0,2%).

Come prevedibile in un contesto recessivo quale quello che stiamo vivendo, l'occupazione dipendente, delineata dalle prime anticipazioni del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, diminuirà dell'1,1%, provocando la perdita di ulteriori 130mila posti di lavoro, causata soprattutto dalla riduzione delle assunzioni che le imprese dell'industria e dei servizi prevedono di effettuare nell'arco dell'anno. Di poco superiori alle 633mila unità, esse saranno oltre 200mila in meno di quelle preventivate nel 2011.

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