March 12, 2012 / 11:48 AM / 5 years ago

PUNTO 1 - Italia, da export unico contributo a Pil in trim4

4 IN. DI LETTURA

* Istat conferma Pil trim4 2011 a -0,7%, rivede Pil 2011 a +0,5%

* Da domanda nazionale netta contributo negativo dell'1%

di Elvira Pollina

MILANO, 12 marzo (Reuters) - Il contenimento della caduta della crescita economica con cui dovrà confrontarsi l'Italia nel 2012 è legato alla capacità di tenuta delle esportazioni, unica componente a fornire un contributo positivo nell'ultimo trimestre dello scorso anno.

E' quanto emerge dalla seconda lettura del Pil italiano del quarto trimestre del 2011, che evidenzia un contributo negativo da parte di tutte le componenti, fatta eccezione che per le esportazioni nette.

"Sapevamo che consumi e investimenti sarebbero stati negativi. La domanda estera è l'unica che rimane positiva ed è quella che fornirà l'impulso positivo alla crescita e limiterà la caduta del Pil nel 2012" sottolinea Stefania Tomasini, economista di Prometeia.

Istat ha confermato una flessione tendenziale del Pil dello 0,7% negli ultimi tre mesi del 2011, che si aggiunge alla contrazione dello 0,2% del trimestre precedente e certifica l'ingresso dell'Italia in recessione tecnica.

Se la domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto un punto percentuale alla crescita del Pil, l'export netto è rimasto positivo, pur scendendo allo 0,7% dallo 0,9% del trimestre precedente.

Da un lato questo mette in evidenza un calo delle importazioni, diminuite del 2,5%, dall'altro una resilienza della domanda estera.

"Tutte le componenti hanno dato un contributo negativo, ad eccezione della domanda estera netta, che è stata supportata dal calo dell'euro registrato nell'ultima parte dello scorso anno" osserva Carmela Pace, economista di Mps Capital Services.

La stretta fiscale imposta dall'insieme di manovre di consolidamento di bilancio varate dal governo Berlusconi e dal governo Monti ha pesato particolarmente sulla spesa delle famiglie, la cui contrazione ha sottratto al Pil dell'ultimo trimestre lo 0,4% contro lo 0,2% del periodo compreso tra luglio e settembre.

"E' chiaro che l'aumento di Iva, tasse e prezzi del carburante hanno portato le famiglie a ridurre la spesa" sintetizza Pace.

Complessivamente, i consumi finali nazionali hanno dato al Pil un contributo negativo dello 0,5% contro il -0,3% del trimestre precedente.

"Peggio del previsto hanno fatto i consumi, di cui Istat ha rivisto al ribasso anche la dinamica del terzo e del secondo trimestre a conferma di come la domanda interna sia l'anello più debole, l'ambito maggiormente colpito dalla stretta fiscale" riflette Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

Per il quarto trimestre consecutivo, inoltre, le scorte hanno contribuito negativamente alla crescita del Pil, segnando una contrazione dello 0,4%.

Tuttavia, spiega Stefania Tomasini, la caduta delle scorte "potrebbe segnalare una tenuta della domanda", in particolar modo della domanda estera netta, ed avere quindi una "valenza positiva".

Nell' intero 2011 l'economia italiana ha messo a segno una crescita dello 0,5%, secondo l'Istat, che ha migliorato la precedente lettura, in cui stimava una crescita dello 0,4%. Le prospettive per il 2012 sono invece recessive.

E la brusca frenata evidenziata nel mese di gennaio per la produzione industriale, assottigliatasi del 2,5% su base mensile, non fa presagire nulla di buono per il primo trimestre, e in generale per l'intero 2012, in cui, peraltro, "è presumibile un ulteriore indebolimento della domanda interna" prevede Carmela Pace.

Potrebbe, dunque, conclude Tomasini, avvenire "il contrario della recessione del 2009, quando l'origine della caduta era stata la riduzione della domanda estera"

Le speranza di un contenimento della caduta del Pil italiano per l'anno in corso sono dunque legate alla resilienza della domanda estera, in particolare dei Paesi extra-Ue.

--hanno collaborato Giuseppe Fonte, Francesca Landini, Alessia Pé

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