2 marzo 2012 / 12:43 / 5 anni fa

PUNTO 1-Italia, deficit 2011 a 3,9%, dubbi su rientro in 2013

(Riscrive con contesto e commenti)

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 2 marzo (Reuters) - Cala nel 2011, pur mantendosi un po' sopra le previsioni del governo, il rapporto/deficit pil italiano, che si porta al 3,9% dal 4,6% del 2010, sulla base del calcolo ai fini Maastricht.

Le ultime previsioni ufficiali di Palazzo Chigi indicavano un deficit al 3,8%.

È quanto emerge dai dati Istat - non corretti per gli effetti di calendario - che verranno trasmessi a Eurostat, che mettono inoltre in evidenza un debito pubblico in salita al 120,1% e una crescita economica che si riduce allo 0,4%.

"Il calo del deficit è in linea con le nostre attese, il governo aveva una stima leggermente migliore, il 3,8%, ma insomma siamo lì" spiega l'economista di Unicredit Chiara Corsa. "Positivo anche il dato sull'avanzo primario, in linea con le stime del governo".

L'avanzo primario è salito all'1% - numero più alto dal 2008 - da un valore pari a zero nel 2010 (rivisto da -0,1%).

"Particolarmente positivo è il risultato dell'avanzo primario, su cui la nostra stima si fermava a 0,8% e quella Fmi a 0,5/0,6%" spiega l'economista di Barclays Fabio Fois. "È la dimostrazione che i conti pubblici italiani sono su un percorso virtuoso, ricordando che nella fase più acuta della recessione 2009 si era raggiunto un passivo primario pari a 1,0%".

Il dibattito, alla luce di questi dati, converge ora sulle possibilità che il governo Monti ha di centare l'obiettivo ereditato dal precedente esecutivo di azzerare il deficit nel 2013.

"L'obiettivo ufficiale di 1,6% su quest'anno e 0,1% potrebbe non essere raggiunto a causa della debolezza della crescita" nota Fois, che comunque riconosce che "il governo sta facendo molto bene" e la possibilità di "raggiungere risultati anche migliori di quelli attuali sul fronte della lotta all'evasione".

Ancora più cauta la posizione di Ref, che attribuisce "con buona probabilità" alla debole crescita economica la dinamica di deficit superiore alle stime del governo.

"Non è un buon segnale, soprattutto se pensiamo che il 2012 sarà particolarmente negativo per la crescita. La prospettiva del pareggio di bilancio nel 2013 è al momento poco attendibile proprio per la mancanza di crescita. Il rischio di una spirale negativa è molto concreto" spiega Sara Signorini di Ref.

Le ultime stime ufficiali di Palazzo Chigi indicano un rapporto deficit/pil all'1,6% quest'anno e prossimo a zero (0,1%) il prossimo. Ma, sulla base delle attuali proiezioni di crescita del governo (probabilmente da rivedere), alcuni - tra cui il Servizio Studi della Camera - individuano potenzialmente un percorso di rientro più rapido, con un deficit all'1,2% nel 2012 e a zero nel 2013.

Unicredit - alla luce anche della previsione della banca per un'uscita dell'economia italiana dalla recessione già nel secondo trimestre dell'anno - prevede che il deficti/pil italiano possa attestarsi a 1,5% nel 2012 e a zero l'anno prossimo.

"Complessivamente alla luce di questi dati il progetto del rientro del deficit nel 2013 tiene assolutamente" afferma Chiara Corsa di Unicredit. "Siamo fiduciosi che non serviranno altri interventi sui conti pubblici".

Secondo i dati di oggi, il pil italiano, a livello grezzo, ha mostrato un aumento dello 0,4% nel 2011, dopo il +1,8% del 2010 (dato quest'ultimo rivisto dall'Istat dall'iniziale +1,5%).

Le ultime previsioni di governo indicavano un Pil in crescita dello 0,6% per il 2011; per il 2012 il governo stima invece una contrazione pari allo 0,4% (sempre in termini di dati grezzi), mentre il consensus dei previsori è in area -1,5%.

Per il Pil 2011 l'istituto di statistica ha già diffuso a febbraio il dato destagionalizzato e aggiustato al numero dei giorni lavorativi, con una crescita anche in questo caso dello 0,4% dopo +1,4% del 2010.

DEBITO, RAGGIUNTO PROBABILE PICCO IN 2011

Sale intanto il rapporto debito/Pil italiano nel 2011, di circa 1,4 punti percentuali, al 120,1%, facendo segnare il valore più alto dal 1996.

L'Istat ha anche rivisto il dato del 2010 al 118,7% dal 118,4%.

"Questo 120,1% dovrebbe rappresentare il picco", prevede l'economista di Unicredit, mentre secondo Fois di Barclays è prevedibile "un nuovo leggero aumento quest'anno seguito da una discesa a partire dal prossimo".

La stima ufficiale del governo è per un debito pubblico in discesa al 119,5% del pil nel 2012.

Le entrate totali nell'anno appena concluso, ha comunicato l'Istat, si confermano al 46,6% del pil, come nel 2010; le uscite scendono al 50,5% dal 51,2% dell'anno precedente.

La pressione fiscale, infine, è pari al 42,5% dal 42,6% del 2010.

(ha collaborato Giuseppe Fonte)

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below