March 1, 2012 / 11:59 AM / 5 years ago

PUNTO 1-Italia, sale inflazione in febbraio, resta sopra media Europa

5 IN. DI LETTURA

(Riscrive aggiungendo dettagli, contesto e commenti)

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 1 marzo (Reuters) - Inflazione in salita in Italia nel mese di ottobre, un dato inatteso alla cui base c'è il recente e netto surriscaldamento dei prezzi petroliferi, legato all'insasprimento delle tensioni tra occidente e Iran, ma anche fattori interni come l'ondata di freddo e gli scioperi degli autotrasportatori.

Secondo i dati preliminari dell'Istat, l'indice dei prezzi al consumo nazionale (Nic) è salito dello 0,4% congiunturale e del 3,3% tendenziale in febbraio, contro lo 0,3% e il 3,2% rispettivi di gennaio.

Le attese, raccolte da Reuters, indicavano una decelerazione dell'inflazione, allo 0,2% congiunturale e al 3,1% tendenziale.

"Il dato è un po' superiore alle attese, certamente la componente energia è stata tra i fattori di sorpresa. Peraltro l'Italia ha subito un forte aumento delle accise sulla benzina nell'ultimo trimestre del 2011, quindi è particolarmente esposta all'aumento del petrolio", afferma l'economista di Ubs Matteo Cominetta.

Rincari Maggiori Per Alimentari Ed Energia

Secondo l'Istat, gli effetti più rilevanti di sostegno alla dinamica congiunturale dell'indice generale derivano dagli alimentari non lavorati e dai beni energetici non regolamentati (per entrambi +1,7%). Particolarmente forte l'aumento dei prezzi dei vegetali freschi (+8,6% su gennaio), sicuramente determinato dagli scioperi degli autotrasportatori di fine gennaio e dalla gelata di inizio febbraio, spiega il comunicato dell'ufficio di statistica.

"L'indice nazionale mostra una dinamica superiore alle nostre aspettative delle voci alimentari e trasporti, la prima sicuramente influenzata dal fattore climatico di cui è molto difficile valutare esattamente l'impatto" commenta l'economista di Unicredit Chiara Corsa. "Sul capitolo trasporti, di cui stimavamo una dinamica più moderata, hanno invece impatto i rincari delle benzine di cui parla la nota Istat".

L'inflazione acquisita per il 2012 è pari all'1,9%.

L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è risultata al 2,2% dal 2,3% di gennaio. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice sale al 2,3% dal 2,2% di gennaio.

"Al netto degli effetti 'distorsivi' di alimentari ed energia la dinamica inflativa è invece stabile e febbraio potrebbe essere il punto di massimo per l'indice Nic, che dovrebbe riportarsi in area 2% per fine anno" prosegue Chiara Corsa di Unicredit, mentre Cominetta di Ubs constata che "l'inflazione 'uderlying' è in discesa, coerentemente con il contesto di recessione".

Inflazione Italia Sopra Media Zona Euro

L'inflazione armonizzata (indice Ipca) si è attestata in febbraio allo 0,2% su mese, dopo il -1,8% di gennaio, e al 3,4% su anno, stabile sul mese precedente.

"Il differenziale fra il Nic e l'armonizzato è fra i più alti d'Europa, e l'Italia ha un mix non desiderabile, con una crescita più bassa degli altri paesi e un'inflazione più alta. Il picco dell'inflazione è stato comunque visto, ma il calo sarà graduale e molto lento, non credo che nel corso dell'anno la vedremo sotto il 2%" osserva l'economista di Intesa Sanpaolo Paolo Mameli.

Intanto la dinamica deI prezzi in Italia si conferma ancora una volta più sostenuta che nel resto d'Europa.

La stima flash relativa alla zona euro, diffusa stamane, indica un'inflazione al 2,7% annuo in febbraio, leggermente in rafforzamento dal 2,6% precedente, ma comunque abbondantemente al di sotto dei dati italiani.

Lo stesso per la Germania, il cui dato preliminare di febbraio è stato diffuso ieri: anche qui l'inflazione ha subito un'accelerazione inattesa - e anche in questo caso la responsabilità è di prezzi energetici e carburanti - ma ad un 2,3% annuo (2,5% armonizzato).

"In prospettiva mi aspetto comunque un rallentamento abbastanza pronunciato da qui in avanti, con un punto minimo al 2,7% anno su anno in luglio; poi l'inflazione dovrebbe tornare a salire, se l'aumento dell'Iva previsto per ottobre andrà in posto" spiega Cominetta di Ubs, che sottolinea come tali proiezioni incorporino un petrolio che rimane sui 118-120 dollari il barile ancora per tutto marzo, per poi calare progressivamente verso i 100 dollari nei prossimi nove mesi.

"Certo il fattore petrolifero rappresenta sempre un elemento di rischio verso l'alto; d'altra parte se i dati sul deficit italiano dovessero risultare migliori del previsto, il governo potrebbe accontentarsi di un rialzo dell'Iva minore" aggiunge l'economista della banca svizzera.

Per dare attuazione alla cosiddetta clausola di salvaguardia prevista dalla manovra "SalvaItalia" prevede che dal primo ottobre del 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% salgano di 2 punti percentuali e di un altro mezzo punto percentuale dal 2014.

(ha collaborato Giuseppe Fonte)

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