February 23, 2012 / 10:06 AM / 5 years ago

Italia, Commissione Ue taglia stima Pil 2012 a -1,3%

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BRUXELLES/MILANO, 23 febbraio (Reuters) - La Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime del Pil italiano per il 2012, portandole a -1,3% da +0,1% di novembre. E' quanto si legge nelle 'interim forecast' pubblicate oggi dalle autorità europee.

"Il Pil reale è atteso contrarsi dell'1,3% nel 2012 dopo la moderata ripresa registrata nel 2010-2011" si legge nella sezione del documento dedicata all'Italia.

Anche Bruxelles certifica così ufficialmente che l'anno in corso per l'Italia sarà all'insegna della recessione, ma si dimostra più ottimista del Fondo Monetario Internazionale, che prevede una caduta del Pil del 2,2%.

"Le acute tensioni registrate sui mercati del debito sovrano italiano e della zona euro nei mesi finali del 2012, con il conseguente restringimento delle condizioni creditizie che ha colpito il settore privato, ha prodotto un netto deterioriamento della fiducia degli agenti economici e un calo della domanda" si legge nel documento.

La prima parte dell'anno sarà per l'Italia particolarmente negativa: il Pil si contrarrà dello 0,7% nel primo trimestre e dello 0,2% nel secondo trimestre.

Una stabilizzazione dell'attività economica, secondo la Commissione Ue, si potrà riscontrare nella seconda metà dell'anno, ma solo a patto che lo spread tra governativi italiani e tedeschi a 10 anni si tenga intorno ai 370 punti base e che non si verifichi un ulteriore peggioramento delle condizioni dei mercati finanziari.

Con una contrazione del Pil dell'1,3% nel 2012, il livello reale del Pil italiano dell'anno in corso sarà il 6% più basso del 2007, prima che scoppiasse la crisi finaziaria del 2008.

Il 2012 sarà all'insegna di una lieve recessione per l'intera zona euro, per cui la Commssione prevede una contrazione del Pil dello 0,3%, a fronte della crescita dello 0,5% stimata a novembre.

INFLAZIONE ARMONIZZATA RESTERA' POCO SOTTO 3% IN 2012 Secondo Bruxelles, l'inflazione armonizzata ai parametri europei resterà al 2,9%, sugli stessi livelli del 2011, a causa dei crescenti costi dei carburanti e degli effetti delle misure di consolidamento fiscale.

"Questo livello relativamente alto dell'inflazione - nonostante il calo della domanda domestica e pressioni moderate dai costi del lavoro - si spiega con un'ulteriore crescita dei prezzi dei carburanti e con gli effetti delle misure di consolidamento" si legge nel documento.

La previsione del 2,9% incorpora un ulteriore rialzo di due punti dell'Iva dopo quello deciso a settembre 2011, e quindi l'ipotesi che debba essere necessario far scattare la clausola di salvaguardia in assenza di un riordino del sistema di agevolazioni fiscali e assistenziali.

(Elvira Pollina)

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