15 febbraio 2012 / 15:33 / 6 anni fa

PUNTO 1-Lavoro, riforma contratti per pubblico e privato-Fornero

(Accorpa più articoli, aggiunge dichiarazioni)

di Alberto Sisto

ROMA, 15 febbraio (Reuters) - La riforma dei contratti di lavoro riguarderà sia i contratti privati che quelli dei dipendenti pubblici.

Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, nell‘incontro tra governo e parti sociali a palazzo Chigi sulla riforma del mercato del lavoro, secondo quanto riferito da un partecipante.

Ed è questa una prima novità della trattativa che, hanno detto i protagonisti, ha preso effettivamente piede questa mattina dopo due incontri inconcludenti.

Oggi si è parlato soprattutto di flessibilità in entrata, ovvero revisione delle possibilità di assunzione. Da lunedì 20, quando si riprenderà al ministero, si parlerà di ammortizzatori sociali. Poi si andrà avanti su formazione e servizi al reimpiego. La parte più spinosa, la flessibilità in uscita verrà discussa solo alla fine del negoziato per evitare intoppi lungo la strada.

L‘obiettivo del governo è di avere la riforma pronta entro marzo.

TAGLIARE I CONTRATTI

Questa mattina il ministro ha presentato le linee guida che vuole seguire nel riformare le modalità di ingresso nel mercato del lavoro e la giungla contrattuale.

La Fornero ha spiegato che ci sono “due criteri per la ridefinizione dei contratti: preservare la flessibilità ed eliminare gli abusi, cioè contrastare l‘uso improprio dei contratti”.

L‘intento del governo è di riportare l‘apprendistato alla sua vera natura di “veicolo di formazione: dobbiamo essere severissimi e non avere nessuna forma di tolleranza sull‘uso improprio dell‘apprendistato”.

L‘apprendistato diventerà la forma prevalente per l‘avviamento dei giovani al lavoro, da farsi “preservando la flessibilità ed eliminando gli abusi: gli usi impropri di questi contratti che devono essere fatti per la formazione”.

La Fornero ha anche aggiunto che la “flessibilità in entrata è subordinata alla flessibilità in uscita”.

La presentazione del ministro è stata accolta positivamente dai rappresentanti di sindacati e imprese, che superati i timori di un‘intervento d‘autorità come è successo per le pensioni, possono ora incominciare a discutere su proposte di dettaglio.

RIFORMA IN DUE TEMPI PER CIG e DISOCCUPAZIONE

Il governo, ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegalia, sembra voler scrivere adesso la parte relativa agli ammortizzatori sociali ma a rinviarne di almeno 18 mesi, o due anni, l‘attuazione in attesa che la ripresa decolli.

Sindacati e imprese che ieri come ha ammesso il presidente dell‘Abi, Giuseppe Mussari durante l‘incontro, hanno evitato di discutere i punti più delicati, soprattutto di articolo 18, hanno condiviso il piano di lavoro del ministro in attesa di vedere se il progetto complessivo di riforma abbia, per ciascuno, più benefici che penalità.

Il presidente di Confindustria ha così “rinviato alla fine di febbraio o ai primi di marzo, quando il confronto dovrà finire, la valutazione se il tutto si tiene”. Oggi, però, per gli industriali hanno fatto premio le paure che “ci sia un ingessamento e una burocratizzazione eccessiva” della flessibilità in entrata.

Confindustria e Rete imprese Italia hanno perciò chiesto, e ottenuto già in mattinata, un approfondimento tecnico su questi aspetti che ha attenuato, ma non eliminato, le preoccupazioni.

Le stesse che sulla questione articolo 18 mantengono i rappresentanti dei lavoratori.

Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni, segretari generali di Uil e Cisl, soddisfatti per le indicazioni sull‘apprendistato e la sopravvivenza degli ammortizzatori sociali cosi come sono, hanno evitato di citare il problema.

Susanna Camusso, segretario della Cgil, ha spiegato che i sindacati “hanno detto di essere disponibili a discutere di tempi e modalità delle procedure, ma anche che la Cgil ritiene una norma di civiltà incancellabile l‘articolo 18”.

Tutti sindacati e aziende hanno accolto favorevolmente la decisione del governo di non toccare, almeno nel medio periodo, gtli attuali ammortizzatori sociali.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: alberto.sisto.reuters.com@reuters.net))

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