PUNTO 2-Italia,prospettive industria deboli nonostante balzo dicembre

venerdì 10 febbraio 2012 16:27
 

 * Produzione industriale dicembre +1,4% m/m, -1,7% a/a,
migliore attese
 * Cautela economisti per volatilità statistica, probabile
contributo export
 * Per gennaio Confindustria stima -1,8%, conferma debolezza
trim1 2012

 (cambia attacco, aggiuge scenario Confindustria, divide
paragrafi)	
 di Elvira Pollina	
 MILANO/ROMA, 10 febbraio (Reuters) - L'inatteso balzo
della produzione industriale di dicembre non cambia lo scenario
di debolezza dell'attività previsto per il primo trimestre del
2012.	
 E' questa l'analisi degli economisti interpellati da
Reuters, che trova conferma anche nelle stime diffuse nel
pomeriggio da Confindustria per il mese di gennaio.	
 Il centro studi di Viale dell'Astronomia prevede, infatti,
per il primo mese dell'anno una riduzione della produzione
industriale italiana dell'1,8%, che annullerebbe completamente
l'inatteso rialzo di dicembre reso noto stamane dall'Istat e
confermerebbe le previsioni di debolezza dell'attività per il
primo trimestre del prossimo anno.	
 "Si delinea per il primo trimestre 2012 una sostanziale
debolezza dell'attività, dopo il calo del 2,1% registrato nel
quarto trimestre 2011: la variazione congiunturale acquisita è
di -0,8% fino a gennaio e gli indicatori qualitativi anticipano
ulteriori difficoltà per i prossimi mesi" si legge nella nota
del centro studi.      	
 Secondo i dati diffusi questa mattina da Istat, nella media
dell'intero 2011 la produzione italiana è rimasta al palo
rispetto all'anno precedente ma nel mese di dicembre ha messo a
segno un rialzo dell'1,4% rispetto a novembre, chiuso con una
crescita dello 0,3%. 	
 Un dato che ha smentito le attese degli economisti di una
contrazione dello 0,5% su base mensile e si è disallineato
decisamente da quello della Germania, che a dicembre ha subìto
una contrazione della produzione del 2,9%.	
 	
 RIALZO DICEMBRE DOVUTO A VOLATILITA', CONTRIBUTO EXPORT	
 Secondo gli economisti, la lettura della produzione
industriale di dicembre non va interpretata come un segnale di
un'inversione di tendenza ma deve essere attribuita da un lato
alla volatilità statistica, dall'altro a una probabile
resilienza della domanda estera. 	
 "L'unica spiegazione a questa lettura è il traino da parte
della domanda estera, che evidentemente ha mostrato una certa
resilienza sul finire dell'anno" riflette l'economista di Ing
Paolo Pizzoli, secondo il quale "il dato non segnala nè
un'inversione di tendenza nè un miglioramento del quadro
produttivo". 	
 La bilancia commerciale italiana nel mese di dicembre verrà
resa nota giovedì 16 febbraio.	
 Nella media dell'intero 2011 ed in termini corretti per il
calendario la produzione industriale è rimasta ferma rispetto al
2010, quando si era registrata una crescita del 6,4%.	
 A dicembre il tasso di produzione annuo corretto per i
giorni lavorativi ha mostrato una frenata di 1,7% dopo il -4,1%
di novembre. Un dato anch'esso superiore alle attese, che
prevedevano una contrazione del 4%.	
 Sono i beni strumentali a trainare la perfomance: a dicembre
l'indice relativo ha messo a segno un rialzo del 3,6% su base
mensile. Questo, inoltre, è l'unico comparto a segnare una
variazione annua positiva (+3,2%) considerando gli effetti del
calendario. Tutti gli altri raggruppamenti risultano in calo:
scivola del 10,3% l'energia, cedono il 3,6% i beni intermedi e
lo 0,8% i beni di consumo.	
	
 SCENARIO PER TRIM4 RESTA RECESSIVO, TRIM 1 DEBOLE	
 La sorprendente correzione al rialzo del tasso della
produzione industriale nel mese di dicembre non modifica lo
scenario recessivo previsto per l'economia italiana nei prossimi
mesi, in cui cominceranno ad avvertirsi gli effetti del
pacchetto fiscale varato a dicembre dal governo Monti.	
 "E' un risultato che certamente sorprende al rialzo ma
sospettiamo alla base ci sia semplicemente un problema di
destagionalizzazione" avverte Paolo Mameli, economista di Intesa
Sanpaolo, che invita a non farsi prendere da facili entusiasmi e
 ricorda quanto successo qualche mese fa.	
 "Come quello agosto-settembre, che ha visto un +3,6% seguito
da un -4,7%, il bimestre dicembre-gennaio è tipicamente assai
volatile. Tra gennaio e febbraio, oltre al rientro dell'effetto
statistico di dicembre, si vedrà l'impatto del maltempo,
soprattutto a febbraio" mette in guardia l'economista.	
 Non cambiano, dunque, le stime negative del Pil per l'ultimo
trimestre del 2011, dal momento che nel quarto trimestre la
produzione industriale ha segnato -2,1%. 	
 "E' un valore coerente con la nostra stima di una caduta del
Pil di 0,6% negli ultimi tre mesi del 2011" osserva ancora
Mameli. 	
 Anche Unicredit stima una caduta del Pil dello 0,6%
nell'ultimo trimestre dell'anno, ma il dato di oggi annulla il
rischio di un esito ancora peggiore.	
 "Sulla stima del Pil del quarto trimestre avevamo dei rischi
al ribasso che con il dato di oggi vengono meno" spiega Chiara
Corsa, economista del gruppo di Piazza Cordusio.	
 Secondo Corsa, l'inattesa correzione al rialzo della
produzione industriale di dicembre potrebbe inoltre confermare
l'ipotesi una caduta più lieve del Pil nel primo trimestre
dell'anno.	
 "Questo dato forte della fine del 2011 a livello di
produzione industriale ci conforta nella nostra idea che il
passo di recessione dovrebbe attenuarsi nel primo trimestre
dell'anno. Il tasso di contrazione del Pil nel primo trimestre
dovrebbe essere quindi più contenuto di quello del quarto"
argomenta l'economista.	
 La stima preliminare del Pil del quarto trimestre verrà
diffusa da Istat il 15 febbraio. In base a quanto anticipato a
Reuters da una fonte del governo, l'ultimo trimestre dell'anno
risulterà negativo e sancirà per l'Italia un ingresso ufficiale
in una recessione tecnica. 	
	
 -- hanno collaborato Giuseppe Fonte, Giancarlo Navach,
Alessia Pé, Maria Pia Quaglia	
 	
 
 
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