Usa, tasso disoccupazione scende a 8,6% a novembre, più assunzioni

venerdì 2 dicembre 2011 15:47
 

(Versione italiana, fa seguito a tabella in inglese)

WASHINGTON, 2 dicembre (Reuters) - La crescita dell'occupazione Usa riprende velocità a novembre con un tasso di disoccupazione che scende ai minimi degli ultimi due anni e mezzo all'8,6%, ulteriore prova che la ripresa dell'economia americana acquista slancio.

Nel mese scorso, al di fuori del comparto agricolo, sono stato creati 120.000 nuovi posti di lavoro, in linea con il consensus degli economisti di 122.000, secondo i dati pubblicati dal dipartimento del Lavoro Usa.

E' positiva anche la revisione dei risultati di settembre e ottobre da cui emerge la creazione di un totale di 72.000 posti di lavoro in più rispetto a quanto precedentemente segnalato.

Se parte del calo del tasso di disoccupazione dal 9% di ottobre si spiega con la riduzione della forza lavoro, l'indagine evidenzia dei solidi progressi proprio nelle assunzioni di personale.

Su questo fronte gli economisti si aspettavano che il tasso di disoccupazione rimanesse stabile al 9%.

"Il mercato del lavoro si sta gradualmente riprendendo. Il ritmo è lentissimo ma si stanno facendo dei piccoli passi nella giusta direzione", ha detto Ryan Sweet, economista senior a Moody's Analytics di West Chester, Pennsylvania. "La vera buona notizia è che l'occupazione è cresciuta per quattro mesi consecutivi. C'è stato un forte aumento dell'occupazione nel settore privato. Tutto sembra lento, ma è chiaramente sano e positivo", ha aggiunto Pierre Ellis, economista senior a Decision Economics di New York.

I dati odierni non saranno certamente risolutivi ai fini delle decisione della Fed di sostenere la ripresa economica americana con nuove mosse di politica monetaria espansiva, ma se messi insieme ad altri recenti indicatori come quelli sul settore manifaturiero e sul retail ci sono evidenze che la crescita dell'economia Usa possa raggiunge un tasso del 3% nel quarto trimestre. E questo a fronte di un raffreddamento della crescita cinese e di un rallentamento di molte economie europee.

Sullo scenario economico americano inoltre rimane il peso della crisi del debito della zona euro e le attese di una politica di bilancio restrittiva in Usa nel prossimo anno.   Continua...