Iva, inflazione ottobre risente solo in parte di aliquota 21% - Istat

venerdì 25 novembre 2011 11:48
 

ROMA, 25 novembre (Reuters) - L'inflazione dei prodotti soggetti all'Iva pari al 21% risente "solo parzialmente" dell'aumento dell'aliquota deciso con la manovra per il pareggio di bilancio.

Lo sostiene l'Istat in un comunicato che analizza la dinamica recente dei prezzi al consumo.

L'aliquota ordinaria dell'Iva è salita dal 20 al 21% a partire dal 17 settembre scorso, quando è entrata in vigore la legge di conversione del decreto che prevede la manovra per il pareggio di bilancio nel 2013.

L'Istituto di statistica riferisce che nel mese di ottobre, quando l'inflazione è aumentata dello 0,6% rispetto a settembre (+3,4% su base annua), i prezzi dei prodotti a Iva ordinaria sono cresciuti dell'1% rispetto al mese precedente, mentre i prezzi degli altri prodotti hanno fatto registrare una crescita dello 0,1%. E aggiunge che il peso dei prodotti su cui grava l'Iva ordinaria ammonta al 47,8% del paniere.

"Tuttavia, la dinamica congiunturale dei prezzi dei prodotti a Iva ordinaria risulta influenzata dai forti rialzi registrati per alcuni prodotti, solo parzialmente attribuibili all'effetto dell'aumento dell'aliquota", dice l'Istat.

In particolare, gli incrementi nei prezzi di tabacchi (+4,5%), gas naturale (+4,8%) e gasolio per mezzi di trasporto (+1,7%) spiegano, nell'insieme, circa la metà della variazione su base mensile dell'indice dei prezzi dei prodotti a Iva ordinaria.

Secondo l'Istat, il trasferimento sui prezzi finali dell'incremento dell'aliquota Iva al 21% ha coinvolto un quinto delle quotazioni di prezzo osservate, con una forte variabilità tra le diverse divisioni di spesa. I prodotti soggetti ad Iva ordinaria mostrano frequenze elevate di aumento nei prezzi dei trasporti (il 27,1% delle quotazioni risultano in aumento), di abitazione, acqua, energia elettrica e gas e degli altri combustibili (27,6%), delle bevande alcoliche, esclusi i tabacchi (24,5%), dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (21,1%), dell'abbigliamento e calzature (17,6%).

Un fattore che Istat invita a considerare nell'analisi sul trasferimento della maggiore Iva ai vari beni e servizi è quello relativo al livello dei prezzi dei diversi prodotti.

Di conseguenza, le 128.670 quotazioni di prezzo relative a prodotti soggetti a Iva ordinaria (21%) sono state suddivise in sei classi di livello dei prezzi.   Continua...