November 1, 2011 / 11:45 AM / 6 years ago

Gran Bretagna su orlo recessione malgrado crescita 0,5% in trim3

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LONDRA, 1 novembre (Reuters) - L'economia britannica è sull'orlo della recessione nonostante una solida performance nel terzo trimestre, con pressioni in aumento sul governo perché rilanci la crescita in un contesto di nuovi rischi creati dalle turbolenze nella zona euro.

Il prodotto interno lordo della Gran Bretagna è cresciuto dello 0,5% su trimestre, secondo i dati dell'ufficio nazionale di statistica, un decimo in più di quanto previsto dagli analisti.

Tuttavia, l'indagine Pmi diffusa oggi ha mostrato che l'attività manifatturiera a ottobre è scesa al tasso mensile più veloce da giugno 2009, periodo in cui la Gran Bretagna era ancora in recessione.

Gli economisti vedono la maggior parte della crescita del terzo trimestre come un semplice rimbalzo dal debole +0,1% registrato nel secondo trimestre, quando una festività extra per le nozze reali e interruzioni della catena di approvvigionamenti causata dallo tsunami in Giappone hanno tagliato ben 0,5 punti percentuali dalla crescita trimestrale.

"Questa performance esagera la forza sottostante dell'economia ed è probabile che per qualche tempo questo sia il meglio che possiamo aspettarci", commenta Howard Archer, economista di IHS Global Insight.

"I dati più recenti e le indagini congiunturali ritraggono un'economia che sta faticando enormemente e che sembra in serio pericolo di stagnazione o anche peggio nel quarto trimestre".

Su base tendenziale la crescita del terzo trimestre è stata dello 0,5% dal +0,6% del secondo trimestre.

Dai servizi alle imprese e dai settori finanziari è arrivato il maggior contributo alla crescita complessiva.

La produzione complessiva dei servizi è salita dello 0,7% e quella dell'industria dello 0,5%, con la manifattura in aumento di un modesto 0,2%. Le costruzioni hanno segnato un calo dello 0,6% su trimestre.

I Guai Dell'euro

La Bank of England ha lanciato a inizio ottobre un nuovo round di 'quantitative easing', iniettando nell'economia liquidità per altri 75 miliardi di sterline in un panorama in cui la crisi dell'euro minaccia di trascinare la Gran Bretagna in recessione.

Ad aggiungere nuova incertezza e innervosire i mercati è poi giunto l'annuncio che la Grecia terrà un referendum sull'accordo di salvataggio della scorsa settimana.

Il ministro del Commercio britannico Vince Cable ha detto in un'intervista ieri a Reuters che il paese può ancora evitare la recessione.

Tuttavia, le indagini congiunturali dipingono un quadro fosco, con la discesa del Pmi a 47,4 punti a indicare un debole inizio del quarto trimestre per il settore manifatturiero.

La fiducia dei consumatori è scivolata a livelli che in precedenza preannunciavano l'inizio di una recessione e un'indagine dell'associazione degli industriali britannici (Cbi) ha mostrato che le imprese manifatturiere hanno sofferto il calo degli ordini più pronunciato dell'ultimo anno e prevedono di tagliare la produzione.

Con la disoccupazione già ai massimi di 17 anni nei tre mesi ad agosto e molte famiglie preoccupate per la sicurezza del lavoro e per le proprie finanze, cresce la pressione sul governo perché allenti la politica di austerity e faccia di più per rilanciare la crescita.

Il ministero delle Finanze guidato da George Osborne sta cercando di trovare un modo per aumentare la crescita senza compromettere l'impegno del governo a cancellare il deficit del 10% circa del Pil nei prossimi cinque anni.

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