PUNTO 1 - Italia, inflazione ottobre balza a max 3 anni, pesa Iva

lunedì 31 ottobre 2011 13:27
 

 ROMA/MILANO, 31 ottobre (Reuters) - In ottobre l'inflazione
italiana è cresciuta nettamente più delle attese per effetto
dell'aumento Iva introdotto a metà settembre e si è portata in
termini tendenziali sui massimi da tre anni. 	
 Gli analisti sottolineano però che si tratta di un fattore
straordinario e che dal picco attuale è prevedibile una graduale
discesa.	
 Secondo i dati provvisori di Istat, l'indice Nic dei prezzi
al consumo è salito dello 0,6% su settembre, massimo da giugno
1995, mentre su base annuale è cresciuto al 3,4% sui livelli di
ottobre 2008; il mese scorso l'indice era rimasto stabile su
base congiunturale ed era aumentato del 3% su base tendenziale.
Per ottobre gli economisti si aspettavano rispettivamente un
incremento dello 0,1% e del 3%.	
 Più stabile il contesto europeo, dove i prezzi sono rimasti
fermi al 3%.	
 	
 IMPATTO IVA OLTRE ATTESE, MA NON STRUTTURALE  	
 Ad attribuire il balzo di questo mese al passaggio dell'Iva
dal 20% al 21% è lo stesso Istat: "La crescita dell'inflazione
rispecchia gli effetti della manovra. L'aumento dell'Iva incide
su metà del paniere", spiega un ricercatore dell'istituto.	
 Un elemento che era stato sottovalutato dagli economisti.
"Mi sorprende che l'aumento dell'Iva al 21% sia stato
incorporato al 100% nonostante il calo della domanda che avrebbe
dovuto funzionare da freno", dice Annalisa Piazza di NewEdge che
sottolinea una "discrepanza fra l'andamento dei prezzi dei beni
e quello dei prezzi dei servizi, che meglio riflettono il
rallentamento della domanda". Secondo i dati Istat la crescita
tendenziale dei prezzi dei beni ad ottobre è pari al 3,8% dal
3,3% di settembre, quella dei servizi scende al 2,6% dal 2,7%.	
 L'inatteso rialzo dell'indice ha portato alcuni a rivedere
le stime annuali. Aletti Gestielle, ad esempio, ha alzato la
previsione sul 2011 al 2,7% dal 2,6% precedente, mentre per il
2012 ha una stima al 2%. "L'inflazione rimarrà sopra quel
livello almeno per tutti i primi sei mesi del 2012, anche se in
modesto e graduale rallentamento. A partire da luglio dovrebbe
scendere sotto il 2%", spiega l'analista della società Laura
Cavallaro.	
 Per l'Istat l'inflazione acquisita per il 2011 è pari ad
oggi al 2,7%.	
 Le componenti che più hanno contribuito al rialzo, spiega
Annalisa Piazza, sono tre: bevande alcoliche-tabacco,  
abbigliamento-calzature,
abitazione-acqua-elettricità-combustibile, "che possiamo tutte
considerare one-off". Gli economisti citano per i tre settori
l'effetto dell'aumento del prezzo delle sigarette, la
presentazione delle nuovi collezioni  di abbigliamento (accanto
all'effetto Iva) e il rialzo di tutti i carburanti e del gas
naturale.	
 La prospettiva di un rallentamento della dinamica dei prezzi
è condivisa anche da Chiara Corsa di Unicredit: "Penso questo
possa essere il picco e che nel medio termine la prospettiva
resti quella di una discesa dell'inflazione. L'aumento dell'Iva
è un fattore straordinario, non vedo una dinamica
sostanzialmente mutata e non vedo conseguenze sui consumi". 	
  	
 INFLAZIONE EUROPA STABILE AL 3%, OCCHI SU BCE GIOVEDI'	
 L'indice italiano armonizzato, che concorre a determinare la
statistica europea, mostra un aumento mensile dello 0,9% dal
+2,0% di settembre e del 3,8% annuale, massimo da settembre
2008, dal +3,6% dello scorso mese. Le stime degli economisti
indicavano un incremento dello 0,5% per il dato congiunturale e
del 3,4% per quello tendenziale. Va ricordato che da quest'anno
c'è una diversa classificazione dei prodotti stagionali da parte
di Eurostat.	
 I dati preliminari sulla zona euro mostrano prezzi stabili
al +3% su anno contro attese di +2,9%. Secondo Marco Valli di
Unicredit il dato lievemente superiore alle attese è legato
proprio al contributo dell'indice italiano, che ha risentito
come il Nic dell'effetto Iva.	
 Unicredit prevede che nell'area della moneta unica
l'inflazione scenderà solo leggermente a novembre per portarsi a
2,5-2,6% in dicembre e scendere sotto il 2% il prossimo aprile.
"Anche prima della sorpresa di oggi, pensavamo che la
probabilità di un taglio dei tassi della Bce questo giovedì
fosse scarsa. Nonostante il protrarsi del deterioramento degli
indicatori economici, la stabilità dell'inflazione al 3% rende
ancora più difficili interventi della Bce nel breve termine".	
 Gli economisti si aspettano per lo più che giovedì i tassi
saranno mantenuti invariati dal consiglio della Bce, che
saluterà la transizione dalla presidenza Trichet e quella di
Draghi, che entrerà ufficialmente in carica domani.
 	
 	
 - ha collaborato Giuseppe Fonte	
 	
 (Claudia Cristoferi)	
 	
 
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  EUROPA	
  L'inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,7% dal 2,6%
di settembre.	
 L'indice armonizzato Ipca ha segnato una variazione pari a
+0,9% su mese e del 3,8% su anno (massimo da settembre 2008).
Nel mese di settembre l'indice era salito del 2% su mese e del
3,6% su anno.   	
  Di seguito, i dati per l'indice Nic:	
    	
                      ott 11      set 11     ago 11   	
Variazione congiunturale    0,6        0,0         0,3   	
Variazione tendenziale      3,4        3,0         2,8   	
   	
Istat ha fornito i seguenti dati per l'indice Ipca   	
(comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzo):  	
  	
                      ott 11      set 11       ago 11   	
Variazione congiunturale    0,9         2,0          0,4   	
Variazione tendenziale      3,8         3,6          2,3   	
   	
Indici Nic per capitoli di spesa:  	
  	
                               su mese  su anno   	
Alimentari e bevande non alc.         0,5      2,5   	
Bevande alcoliche, tabacco            3,7      6,0   	
Abbigliamento, calzature              1,2      2,9   	
Abitaz.,acqua,elettr.,combust.        0,8      5,9   	
Mobili, articoli e domestici          0,5      2,1   	
Servizi sanitari                      0,2      0,5   	
Trasporti                             0,3      7,1   	
Comunicazioni                         0,3     -0,4   	
Ricreazione,spettacoli,cultura        inv      0,8   	
Istruzione                            0,6      1,7   	
Alberghi,ristoranti, bar              0,1      2,3   	
Altri beni e servizi                  0,4      3,5   	
 (Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06
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