Italia, "netto rallentamento" in Pil 2° semestre - Istat

mercoledì 26 ottobre 2011 16:47
 

ROMA, 26 ottobre (Reuters) - Al pari dell'Eurozona, l'Italia registrerà nel complesso del secondo semestre "un netto rallentamento" a livello di crescita economica.

Lo ha detto il presidente dell'Istat Enrico Giovannini nel corso di un'audizione in commissione Bilancio al Senato sulla legge di Stabilita.

"In questa fase congiunturale l'andamento dell'economia italiana è simile a quello dell'area dell'euro: dopo una crescita moderata nel primo semestre dell'anno, la seconda metà del 2011 sarà caratterizzata da un netto rallentamento. I consumi risentiranno del contenimento della spesa pubblica operata dalle recenti manovre e, per la componente privata, dalla debole dinamica del reddito disponibile", ha spiegato Giovannini in commissione Bilancio del Senato.

"Inoltre, dopo una fase di progressiva discesa della propensione al risparmio, il forte aumento dell'incertezza, confermata nei mesi più recenti dalla veloce caduta del clima di fiducia dei consumatori, potrebbe dare luogo a comportamenti precauzionali da parte delle famiglie. Un comportamento volto ad aumentare il risparmio indebolirebbe ulteriormente la spesa per consumi, almeno nella componente degli acquisti di beni durevoli, più facilmente rinviabili nel breve periodo".

Le prospettive non appaiono migliori per quanto riguarda gli investimenti fissi lordi. La componente delle costruzioni, spiega l'Istat, è caratterizzata da alcuni anni da una continua flessione e gli andamenti recenti non fanno intravedere un'inversione di tendenza. Al contrario, la possibilità di trasferimenti delle recenti tensioni sui mercati del debito sovrano ai tassi di interesse praticati per i mutui ipotecari rende plausibile una perdurante debolezza della domanda di abitazioni.

L'andamento debole della domanda, unito al basso livello di capacità utilizzata nel settore manifatturiero, rende probabile "un rallentamento anche per gli investimenti in macchinari e attrezzature che avevano manifestato una risalita a partire dalla seconda metà del 2009. Questo scenario, inoltre, potrebbe aggravarsi nel caso si verificassero fenomeni di restrizione del credito", ha spiegato Giovannini.

"Dal rallentamento del commercio mondiale potrebbero derivare, infine, effetti negativi sulle nostre esportazioni. Il contributo alla crescita della domanda estera netta, tuttavia, dovrebbe mantenersi positivo, seppur in affievolimento, per effetto della prevista riduzione delle importazioni", ha concluso il presidente dell'Istat.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224393, Reuters Messaging: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net)

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