14 ottobre 2011 / 12:37 / 6 anni fa

RPT-PORTAFOGLI-J.P.Morgan AM punta su emergenti Asean,bond high yield

* "Asean" mostrano performance favorevole rispetto a media emergenti

* Di qui a fine anno spazio per ripresa mercati

* Scommette su tlc e utilities con dividend yield a massimi storici

MILANO, 14 ottobre (Reuters) - Sfidare la volatilità investendo nei mercati emergenti meno valorizzati e approfittare del sell-off prodotto dall'ultima ondata di avversione al rischio per cogliere opportunità sulle emissioni ad alto rendimento.

Ecco qualcuno degli ingredienti della ricetta d'investimento di Maria Paola Toschi, Market Strategist di J.P. Morgan Asset Management.

"Ci piace proporre una maggiore diversificazione geografica rispetto al passato, andando a scoprire aree emergenti non ancora valorizzate", ha detto a Reuters, in un'intervista, la strategist. "Per noi è interessante e sta mostrando una performance favorevole rispetto alla media degli emergenti il sud-est asiatico cosiddetto 'ASEAN', ha aggiunto riferendosi all'area geografica che comprende Singapore, Malesia, Vietnam, Indonesia, Thailandia, Filippine, Laos, Cambogia, Birmania, Brunei.

L'area "ASEAN", ricca di materie prime consente, secondo Toschi, di esporsi a dinamiche demografiche quali l'emergere di nuove classi medie di consumatori e offre un'ampia diversificazione settoriale anche all'interno di un singolo paese. E' il caso di Singapore, dove la crescita del settore turistico sta controbilanciando la predominanza dell'attività dei servizi finanziari.

"Questo ci permette di impostare una strategia di diversificazione settoriale all'interno della stessa strategia geografica di investimento", sottolinea.

Non solo: "questi paesi hanno dimostrato capacità di buona gestione e controllo dell'inflazione oltre a buon posizionamento fiscale".

J.P. Morgan AM cavalca poi l'ampio e diversificato tema dei mercati di frontiera, quella categoria di mercati investibili ma con capitalizzazione e liquidità inferiore ai mercati emergenti più "maturi". In questo caso l'orizzonte temporale è più dilatato. "Quello dei mercati di frontiera sarà un tema di investimento forte nei prossimi dieci anni", sottolinea Toschi.

Sul fronte dei paesi sviluppati l'asset management preferisce Wall Street rispetto all'area euro "per la solidità delle aziende Usa e poi perchè il contesto europeo in termini relativi è più difficile e complesso soprattutto a livello politico", ha osservato.

POLITICA CHIARA CHIAVE PER MERCATI MA ANCHE PER ECONOMIA

Sotto questo profilo, secondo la strategist, solo segnali forti e chiari da parte delle istituzioni politiche metteranno fine all'incertezza e alla crisi di credibilità che penalizzano i mercati finanziari, dando respiro anche all'economia.

"Se ci saranno delle decisioni più trasparenti e decise sui temi legati al rischio sovrano e alle banche questo potrebbe alimentare anche una ripresa del 2012", ha detto Toschi.

L'incertezza non manda solo in altalena i mercati ma paralizza infatti anche l'economia perchè "le famiglie e le imprese non se la sentono di impostare delle strategie di crescita dei consumi e degli investimenti", spiega.

Di qui alla fine dell'anno, tuttavia, ci potrebbe essere spazio per una ripresa dei mercati che "a questi livelli pensiamo abbiano già recepito il contesto sfavorevole" legato alla messa in sicurezza dell'Europa, della Grecia e quindi del sistema bancario europeo.

SCOMMESSA SUI CONSUMI, OPPORTUNITA' SU VALUTE EMERGENTI

Guardando al 2012 "sarà importante vedere i segnali di questa ultima parte dell'anno per capire quale sarà il trend economico", ha detto Toschi.

I rischi di frenata, infatti secondo la strategist "si stanno spostando sul 2012 perchè le politiche di taglio della spesa pubblica per il momento non sono controbilanciate da una ripresa della domanda privata e quindi questo delinea un 2012 ancora a rischio rallentamento", spiega.

Meglio tenersi dunque alla larga dai settori ciclici per puntare su difensivi che hanno dividend yield ai massimi storici come utilities e tlc.

"Stiamo spingendo alcune delle strategie che vanno alla ricerca di società esposte ai consumi dei mercati emergenti come quelle appartenenti al comparto pharma, auto e lusso".

Quello dei consumi è un tema che attraversa l'Atlantico e che si cavalca anche nei paesi emergenti.

"Una delle grandi scommesse in questo periodo è individuare gli operatori che saranno leader di mercato nel futuro, un trend che è maggioremente individuabile nel settore della grande distribuzione, nei servizi finanziari e nelle tlc anche mobili", ha detto lo strategist citando il Sudafrica, recentemente entrato a far parte dei cosiddetti BRICS accanto a Brasile, Russia, India e Cina.

Per quanto riguarda, infine, l'esposizione al reddito fisso, la casa americana è neutrale sui governativi cosiddetti "core" (Bund e Treasuries) che "scontano scenari di ciclo economico più sfavorevoli di quelli che emergono dalle stime di consensus", non ha nessuna posizione sui periferici della zona euro, preferendo il debito dei paesi emergenti sia corporate che governativo.

"Alcuni di questi paesi... sono usciti dalla crisi in cui stanno entrando adesso i paesi sviluppati e sono favoriti da un trend di miglioramento dei rating all'opposto di quello che accade nel mondo sviluppato", sottolinea Toschi.

L'avversione al rischio, aggiunge, ha ridimensionato i corsi di valute emergenti a rischio di sopravvalutazione, rendendo attraente l'investimento in titoli di stato emergenti in valuta locale.

J.P. Morgan AM a fine settembre aveva in gestione 9.606 milioni.

(Maria Pia Quaglia)

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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