September 15, 2011 / 9:55 AM / 6 years ago

PUNTO 3 - Italia, Ue riduce stima crescita 2011 a 0,7% da 1,0%

5 IN. DI LETTURA

(unisce nuove dichiarazioni commissario su mercato lavoro, ulteriore contesto)

MILANO, 15 settembre (Reuters) - A parere della Commissione europea il prodotto interno lordo italiano crescerà quest'anno al ritmo di 0,7%, tre decimi al di sotto di quanto previsto con le stime di primavera diffuse a maggio.

Lo si legge nelle 'interim forecast' pubblicate oggi dall'esecutivo comunitario, breve documento in cui il capitolo dedicato all'Italia porta il titolo di "una ripresa che si ferma".

"Trimestre su trimestre, il Pil reale dovrebbe rimanere piatto nella seconda parte dell'anno, portando la crescita media 2011 a 0,7%", una revisione al ribasso di tre decimi rispetto alle stime della primavera scorsa.

Confermata invece a 2,6% - livello identico al quello previsto il 13 maggio scorso - la proiezione sull'inflazione media di quest'anno.

Per avere un'idea del contesto europeo, relativa a cinque paesi della zona euro e due dell'Unione europea, le stime provvisorie della Commissione confermano per la crescita 2011 una proiezione di 1,6% sull'intera zona euro e limano a 1,7% dal precedente 1,8% quella relativa ai 27 paesi Ue.

Tornando all'Italia, Bruxelles parla di una ripresa 2010 proceduta a ritmo molto moderato - 1,3% - dopo la recessione del 2009 e di una performance anemica tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, seguita da un lieve recupero nel secondo trimestre (+0,3%) ispirato a un rimbalzo della produzione.

"Gli sviluppi più recenti indicano una nuova ricaduta dell'attività economica nella seconda parte dell'anno" scrive la Commissione.

Un impatto negativo avrà sull'Italia il rallentamento della domanda globale, che deprimerà le esportazioni, mentre un mercato del lavoro ancora in difficoltà e le pressioni sui prezzi al consumo peseranno sui redditi reali disponibili con l'effetto di indebolire ulteriormente consumi già asfittici.

"Da ultimo, le recenti tensioni sui mercati finanziari aumenteranno il costo della raccolta per le imprese compromettendone le prospettive di investimento" continua.

Bruxelles torna infine brevemente al quadro più generale.

"L'incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata. Alcuni dei rischi presi in considerazione nelle previsioni di primavera si sono ora concretizzati. In particolare, l'economia mondiale ha registrato un rallentamento e sono state deluse le speranze di un dissiparsi della crisi del debito sovrano. I rischi a carico della crescita permangono" si legge in una sintesi del documento.

"Al contrario, i rischi che pesavano sulle prospettive dell'inflazione si sono in parte ridotti a partire dalla primavera e sono considerati equilibrati" conclude la Commissione, sempre ragionando a livello di aggregato tra paesi.

Sui nuovi numeri - per la tabella [IDn:L57KF11V] - si sofferma poi in conferenza stampa il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn, secondo cui la nuova manovra italiana che ha incassato ieri la fiducia della Camera non avrà effetti deprimenti sulla crescita di quest'anno, dal momento che le misure si applicano a partire dal 2012. "Le nostre previsioni intermedie coprono soltanto il 2011. Non ci aspettiamo un impatto sulla crescita di quest'anno dal pacchetto di misure" dice Rehn rispondendo ad una domanda misura diventata ieri legge.

"Le misure aggiuntive riguardano il periodo 2012-2014" ha spiegato il commissario.

"Faremo un'analisi approfondita dell'impatto economico e fiscale di queste misure nelle nostre previsioni economiche di autunno" aggiunge.

Sollecitato anche dalla Bce, che è dovuta intervenire sul mercato a sostegno dei Btp colpiti nei mesi estivi da forti vendite speculative, il governo ha messo a punto una correzione da circa 54 miliardi di euro mirata ad anticipare dal 2014 al 2013 l'obiettivo di pareggio di bilancio.

Il responsabile Ue per gli Affari economici e monetari non manca però di soffermarsi su uno dei punti più dolenti della congiuntura nazionale - l'economia che non riesce a riprendere slancio in quanto zavorrata da pesanti rigidità strutturali, in primis sul mercato del lavoro che ha urgente necessità di ulteriori liberalizzazioni.

"E' molto importante per l'Italia affrontare i problemi del mercato del lavoro. Le nuove misure miranti a favorire la produttività e la crescita vanno nella giusta direzione", ha detto rispondendo a una domanda sulla necessità di nuove misure per sostenere la crescita.

Rehn ha quindi aggiunto che "ulteriori liberalizzazioni dell'intera economia italiana sono necessarie soprattutto nei servizi pubblici locali e nelle professioni".

Il governo, ha nel frattempo confermato stamane dalla capitale il ministro dello Sviluppo Paolo Romani, lavora a un decreto da varare in tempi brevi per stimolare la crescita.

"L'obiettivo è arrivare a questo", ha detto Romani a chi chiedeva se presto vedrà la luce un nuovo provvedimento di urgenza.

Alessia Pé

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