Confindustria taglia stime Pil, +1,5% in 2012 con piano sviluppo

giovedì 15 settembre 2011 11:12
 

ROMA, 15 settembre (Reuters) - Dopo il via libera ieri alla manovra da circa 54 miliardi, Confindustria taglia le stime di crescita italiane per il 2011 a 0,7% e per il prossimo anno a 0,2%. Per avere un Pil a +1,5% nel 2012 sono necessari interventi per lo sviluppo che mancano nella manovra, basata prevalentemente sulle entrate.

E' quanto si legge nelle nuove stime macroeconomiche presentate stamani dal Centro studi di Confindustria (Csc).

Nelle precedenti stime di giugno il Csc aveva previsto per l'anno in corso una crescita di 0,9% e dell'1,1% per il 2012 precisando che senza riforme strutturali la crescita sarebbe al palo a 0,8% quest'anno e 0,6% nel 2012.

La variazione congiunturale del Pil è attesa "con segno meno nel terzo trimestre e piatta a cavallo tra 2011 e 2012...Il ritorno a variazioni positive avverrà in maniera graduale a partire dal secondo trimestre del prossimo anno".

Le tre manovre varate dal governo (quella del 2010 e quelle di luglio e quella di agosto per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013), "pur indispensabili e senza alternative", hanno un impatto negativo inferiore al punto percentuale sul 2012. In particolare la manovra di ferragosto, come già evidenziato dagli industriali, "è concentrata sulle entrate per il 65% che potrebbe diventare il 75% se i tagli agli enti locali saranno compensati da maggiori imposte e tariffe locali. Non viene aggredito il problema che è alla base della sostenibilità economica e sociale del risanamento e su ciò hanno puntato il faro gli investitori internazionali, la bassa crescita".

Per controbilanciare gli interventi, il Csc chiede un piano di riforme da parte del governo orientate allo sviluppo che inciderebbe sul 2012 per 1 punto aggiuntivo di Pil, al quale si deve aggiungere un ulteriore 0,3 da ricomposizione fiscale e sblocco degli investimenti. Queste partite, aggiunte allo 0,2% già previsto porterebbero il Pil italiano a un +1,5%. Un ulteriore impatto di 1 punto percentuale tali interventi avrebbero sul Pil 2013.

Il governo ha detto di voler intervenire a breve con misure che rilancino la crescita che potrebbero essere inserite in un decreto. Su questo oggi c'è un incontro al Tesoro con Abi, Confindustria e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.Il deficit/Pil è indicato dal Csc a 3,7% per il 2011 (da 3,9%), a 1,6% (da 2,8%) per il 2012.

Il debito/Pil è visto quest'anno a 120,3% (da 120,1%) per scendere a 119,5% (da 119,8%) il prossimo anno.

L'avanzo primario si attesterebbe secondo Viale dell'Astronomia a 1,2% (da 0,5 del rapporto precedente) e a 3,6% (da 2,2%) nel 2012.

Il governo non ha ancora rivisto le proprie stime sul Pil prevedendo una crescita di 1,1% per quest'anno, 1,3% il prossimo e 1,5% nel 2013.

Il deficit grazie alla manovra dovrà scendere al 3,8% quest'anno, all'1,4% nel 2012 e avvicinarsi a zero nel 2013. (Stefano Bernabei)