Crisi,29% imprese industria e servizi vede 2009 rosso-Bankitalia

mercoledì 4 novembre 2009 11:57
 

ROMA, 4 novembre (Reuters) - Quasi una su tre (29,3%) delle imprese industriali e dei servizi italiane prevede di chiudere il proprio esercizio 2009 in perdita, mentre l'anno scorso la percentuale si era fermata al 17%.

E' quanto emerge dal diciassettesimo "Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi" contenuto nel supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia.

Sono il 51,4% delle imprese (57,6% nell'industria e 43,9% nel terziario) che valutano il proprio mercato di riferimento in recesssione, contro il 5,5% che lo valuta in espansione. L'anno scorso le valutazioni si erano attestate rispettivamente al 23,5% e al 17,1%.

Per quanto riguarda la domanda, le attese per i prossimi sei mesi vedono un calo per il 29,3% delle imprese e un aumento del 30,7%. Nei primi nove mesi dell'anno, aggiunge il sondaggio, il fatturato si è ridotto per quasi due terzi rispetto allo stesso periodo 2008. La variazione congiunturale del terzo trimestre per gli ordini è stata negativa per il 46,2% delle imprese e in aumento per il 17,1%

Sul fronte finanziario quasi un terzo delle imprese segnala un inasprimento delle condizioni di finanziamento (erano il 36% agli inizi dell'anno). Per la maggioranza delle imprese crescono inoltre le dilazioni di pagamento concesse ai clienti.

Sul fronte dell'occupazione le aziende valutano che i dipendenti, già ridottisi dell'1,6% nei primi nove mesi dell'anno, caleranno di un ulteriore 0,8% nell'ultimo trimestre. Sono quasi la metà, inoltre, le imprese industriali che hanno fatto richiesta di usufruire della Cig nel 2009.

"Rispetto ai piani di investimento formulati alla fine dell'anno scorso, nel complesso del 2009 tre imprese su dieci stimano di effettuare una spesa minore, solo una maggiore", aggiunge lo studio.

Il sondaggio è stato svolto dal 22 settembre al 14 ottobre scorso dalle filiali della Banca d'Italia coinvolgendo 3.874 imprese con almeno 20 addetti, delle quali 2.795 dell'industria in senso stretto e 1.079 di servizi privati non finanziari.