Inflazione, no allarmismi dopo dato marzo - Confindustria

lunedì 31 marzo 2008 18:14
 

ROMA, 31 marzo (Reuters) - L'andamento dell'inflazione italiana in marzo - in crescita annua del 3,3%, ai massimi da quasi sette anni - non deve destare allarme perché è dovuto a due comparti (alimentari ed energia) e non è un incremento generalizzato per tutti i comparti.

Lo dice un comunicato del Centro studi di Confindutria (Csc) auspicando che il dato di oggi, che registra comunque un impoverimento del potere d'acquisto delle famiglie, non sia recuperato "agendo con aumenti compensativi di retribuzioni e listini. Gli unici rimedi sono quelli della concorrenza e dell'efficienza e di politiche lungimiranti sulle fonti energetiche e sull'agricoltura, oltre a misure mirate per compensare gli effetti sui bilanci delle famiglie più colpite".

L'inflazione "è sostanzialmente confinata a due specifici settori, anche se molto importanti per le loro ricadute sul sistema dei costi e sul benessere dei cittadini: l'alimentare e l'energetico. Al netto di alimentari ed energetici è all'1,8% annuo in Italia e in Eurolandia, 2,3% in Usa, 1,6% in Cina (dati di febbraio)", spiega la nota precisando: "Proprio perché i rincari sono limitati a due comparti non si può parlare di vero processo inflazionistico che si caratterizza per l'incremento sostenuto della generalità dei prezzi, compresi quelli dei fattori produttivi (capitale, lavoro)".

"Perciò, pur grave per le ripercussioni sui consumi e sulla crescita (soprattutto per un Paese a bassa crescita come l'Italia), l'accelerazione dei prezzi al consumo non deve giustificare allarmismi che rischiano di tradursi in politiche e comportamenti controproducenti perché finiscono per perpetuare e accentuare il fenomeno, peggiorando la competitività del Paese e il suo impoverimento".

"Le misure per le fasce di popolazione più colpite non passano né attraverso blocchi o controlli dei prezzi, né per aumenti generalizzati delle retribuzioni o sconti fiscali estesi a tutti. Occorre che il Paese adotti finalmente un welfare moderno, capace di distinguere le singole situazioni e di intervenire solo a favore di quelle famiglie particolarmente svantaggiate con appositi sostegni dei redditi a carico della fiscalità generale", conclude la nota.