29 maggio 2008 / 10:34 / 9 anni fa

Cgil, Epifani: governo ascolti sindacato o salta dialogo

<p>Una bandiera della Cgil (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) durante una manifestazione sindacale a Firenze. Foto d'archivio. REUTERS/Paolo Cocco</p>

ROMA (Reuters) - Le elezioni politiche dello scorso aprile sono state un “vero terremoto” e il quadro che l‘Italia ha di fronte non rassicura, a partire dai primi provvedimenti assunti dal governo su sicurezza e fisco.

Per affrontare la situazione è necessario che il governo ascolti il sindacato o il dialogo rischia di saltare.

E’ il messaggio lanciato dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, nella relazione introduttiva alla Conferenza di organizzazione del sindacato.

Epifani, che ribadisce le sue perplessità sui tagli Ici e la detassazione degli straordinari, punta invece sulle detrazioni fiscali per dipendenti e pensionati ritenendo necessario un intervento da 5-6 miliardi che consenta mediamente di rafforzare le retribuzioni di 400 euro.

Tale misura, da definire in Dpef e poi in Finanziaria, consentirà “un rafforzamento delle retribuzioni di circa 400 euro nella fascia di maggior addensamento del lavoro dipendente”.

In un contesto di alti prezzi e tariffe - “siamo seduti su una polveriera”, dice Epifani, questo il messaggio al governo: “Costruiamo obiettivi possibili perché solo così il Paese può uscire dai suoi problemi e recuperare il terreno perso in questi anni...l‘augurio è che se il governo vorrà davvero dialogare con il sindacato si abbia la volontà e la capacità di ascolto, perché in caso contrario il dialogo non può funzionare e prima o poi finirà”.

In sostanza: “Patti chiari, amicizia lunga”.

Il leader della Cgil ritiene che occorra poi “rafforzare gli interventi di riduzioni fiscali sul salario di produttività riprendendo il meccanismo individuato nel protocollo del 23 luglio (23% fino a 400 euro) oppure individuando due o tre cedolari a seconda della fascia di reddito”.

Epifani ha ricordato che già la Confindustria ha chiesto al governo nuovi sgravi fiscali per le imprese. “Se non temiamo ferme le nostre priorità difficilmente la politica di bilancio troverà le risorse per salari e pensioni al di là dei tagli che si preannunciano nella spesa pubblica”.

“Già oggi il finanziamento di Ici e straordinari è avvenuto sottraendo risorse a spese e investimenti importanti e i fondi per il ponte sullo stretto...sono oggi nuovamente ricollocati a seguito delle scelte fatte dal nuovo governo”, ha ammonito Epifani.

In particolare secondo il leader sindacale, la cancellazione dell‘Ici sulla prima casa, che pure “è molto popolare tra le persone” ha il limite di non affrontare il problema degli affitti, di creare problemi per le entrate dei comuni e di contraddire il principio del federalismo fiscale.

La detassazione degli straordinari è, invece, “di difficilissima gestione” perché divide i lavoratori “le donne dagli uomini, il nord dal sud, il lavoro pubblico da quello privato, rischia di far saltare gli accordi di flessibiltà”.

Contrariamente a quanto sostiene Confindustria, aggiunge Epifani, la detassazione della parte variabile del salario “non aumenta neanche la produttività oraria, forse la scoraggia e non si muove nel senso di dare forza alla contrattazione. Anche dal punto di vista fiscale, per molti lavoratori parrebbero più convenienti le detrazioni di oggi all‘aliquota ridotta”.

A cappello di tutto, conclude Epifani, “il buon senso avrebbe suggerito di posticipare gli interventi a dopo” alla luce della trattativa sulla riforma contrattuale che sta per partire fra sindacato e Confindustria.

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