Csc, ritardi strutturali frenano fatturato imprese italiane

martedì 29 gennaio 2008 16:12
 

 ROMA, 29 gennaio (Reuters) - Le inefficienze strutturali
italiane - in particolare i costi per ottenere il credito e la
dotazione infrastrutturale - limitano la crescita di fatturato
delle imprese rispetto a quelle dei concorrenti internazionali.
 E' quanto emerge da uno studio compiuto da due economisti
del Centro Studi di Confindustria, dal quale emerge che mentre
per l'Italia, paese di riferimento, la crescita è, per ipotesi,
sempre costante e pari al 10% annuo, gli altri paesi mostrano
incrementi di fatturato maggiori, grazie ai vantaggi competitivi
derivanti dalle migliori condizioni strutturali e istituzionali
nelle quali le imprese operano.
 In particolare, gli Stati Uniti sono il paese in cui lo
svolgimento dell'attività economica è soggetto a minori vincoli
ed oneri e, dunque, maggiori sono le possibilità di crescita.
Dai risultati emerge infatti che negli Stati Uniti e nei Paesi
Bassi le imprese crescono a tassi medi annui rispettivamente del
47% e del 39% in più.
Segue tabella:
 Anni di attività It    Fr   Ge    GB   USA    JP    P.Bassi
          I       10,0 13,7 14,0  15,9  16,1  13,5    14,7
         II       10,0 12,6 12,9  11,9  14,4  13,1    13,6
        III       10,0 12,8 13,0  12,4  14,5  13,3    13,8
         IV       10,0 12,7 13,0  12,5  14,6  13,4    14,0
          V       10,0 12,5 13,1  12,6  14,4  13,5    14,0
         VI       10,0 12,4 12,7  12,4  14,4  13,2    13,4
 Crescita media   10,0 12,8 13,1  12,9  14,7  13,3    13,9
 Fra le variabili istituzionali che hanno um impatto negativo
sulla crescita delle imprese, la ricerca considera gli
adempimenti amministrativi, la rigidità del mercato del lavoro,
il peso del fisco, la dotazione infrastrutturale e quella
tecnologica e di capitale umano qualificato. Tra i "fattori
d'impresa" sono stati considerati, invece, i costi fissi e
variabili di produzione, a partire dall'investimento iniziale
necessario per lo start up, ai costi delle utilities e delle
materie prime, del debito e del lavoro.