Italia, analisti divisi su Pil 2008, maggiori rischi al ribasso

giovedì 29 maggio 2008 17:19
 

MILANO (Reuters) - Non deve infondere facili speranze il dato superiore alle attese del Pil italiano nel primo trimestre, con la crescita economica nel 2008 che nella migliore delle ipotesi si confermerà in linea con le attese.

Questo l'avvertimento lanciato da alcuni analisti interpellati da Reuters, secondo i quali, anche alla luce della revisione dei dati trimestrali 2007, calcolati adottando il nuovo criterio di valutazione Istat, sussistono rischi verso il basso sull'economia italiana.

Secondo gli economisti, infatti, la crescita nel primo trimestre di 0,4% rappresenta un fuoco di paglia che lascerà il posto alla stagnazione nella seconda parte dell'anno.

"C'è un trend negativo che proiettiamo nella seconda parte dell'anno", dice Luigi Speranza di Bnp Paribas, che per l'anno in corso vede una crescita dello 0,1%, stima che coincide con quella di tre mesi fa.

Dopo il dato del primo trimestre e l'analisi delle revisioni effettuate da Istat con l'applicazione della nuova metodologia, scendono invece allo 0,2% (da 0,4%) e allo 0,4% (da 0,5%) le previsioni rispettivamente di Unicredit e JP Morgan, mentre gli economisti di Ing lavorano a una revisione al ribasso.

"Pensiamo che la crescita si stabilizzi su un tasso di crescita poco superiore allo zero nei prossimi due trimestri", dice Silvia Pepino di JP Morgan.

A fronte dell'impennata dei prezzi del greggio, della persistente forza dell'euro e del raffreddamento della domanda interna ed esterna, Unicredit si aspetta che la crescita si mantenga sostanzialmente piatta anche nella seconda parte dell'anno.

Ma l'istituto imputa il taglio sul Pil 2008 anche alla nuova serie Istat, che ha portato a rivedere al ribasso il profilo del Pil trimestrale del 2007, riducendo la media annuale per l'anno scorso a 1,4% dall'1,6% precedente. Questo ha contribuito ad abbassare il dato tendenziale del primo trimestre 2008 a 0,2% dallo 0,5% su cui scommetteva l'istituto.

La nuova serie Istat mostra per il 2007 una dinamica fiacca della domanda interna, si legge in una nota Unicredit. Il grosso della revisione è ascrivibile al calo degli investimenti - con le spese in attrezzature e macchinari che sono virate in rosso - e, anche se in misura minore, ai consumi delle famiglie rispetto al profilo pre-revisione.   Continua...