Epifani a Draghi:riconosca che inflazione non è spinta da salari

giovedì 29 maggio 2008 11:01
 

ROMA (Reuters) - A due giorni dalle Considerazioni finali, il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, chiede al governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, di riconoscere che l'inflazione in questa fase non è spinta dai salari.

"I salari non c'entrano nulla in questo momento con la dinamica dlel'inflazione, se non per il motivo che ne subiscono per intero le conseguenze negative. A due giorni dall'assemblea di Banca d'Italia mi piacerebbe che il governatore, nella sua autonomia, riconoscesse questa verità", ha detto Epifani nella relazione di apertura della Conferenza di organizzazione della Cgil.

Epifani cita il rapporto Istat diffuso ieri, secondo il quale "la crisi di produttività risiede nel concorso di vari elementi, quale l'uso più intenso del fattore lavoro (come il lavoro flessibile) e dalla prevalenza di comportamento di impresa volto a perseguire obiettivi di redditività piuttosto che di produttività".

Da qui "l'allarme" di Epifani a governo e imprese a "muoversi con accortezza e responsabilità" per affrontare il problema dei bassi salari in Italia.

"Il precedente governo Berlusconi lasciò correre prezzi e inflazione. Oggi questo non si può né si deve ripetere. Se si combinano assieme pressione al ribasso sui salari e rialzo dei prezzi, per ragioni internazionali e speculazioni di ogni tipo, la miscela sociale diventa difficile da gestire", spiega Epifani ricordando che l'inflazione italiana è più bassa in questa fase della media Ue e l'euro forte "riduce l'effetto dei prezzi al rialzo dell'importazione. Ma anche da noi gli effetti ci sono, si vedono e pesano giorno dopo giorno di più, dalle bollette al prezzo di pane e pasta".

La Bce in periodi di inflazione al rialzo ha sempre messo in guardia i governi sulla necessità di tenere sotto controllo l'aumento dei salari per evitare l'effetto di 'second round'.

 
<p>Guglielmo Epifani in una foto d'archivio. REUTERS/Chris Helgren</p>