Istat, dati emessi con tempestività e trasparenza come Fmi e Ue

giovedì 2 luglio 2009 18:20
 

ROMA, 2 luglio (Reuters) - L'Istat interviene nelle polemiche sul calendario di emissioone dei suoi dati dopo che il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola aveva detto ieri che andrebbero comunicati solo ogni 3 mesi.

Secondo l'istituto la sua tempistica è legata a tempestività e trasparenza così come fanno le principali organizzazioni internazionali, dall'Onu alla Ue, e stilata secondo norme indicate dall'Eurostat.

"Il calendario delle diffusioni Istat è fortemente vincolato alle date di rilascio fissate da Eurostat. Esso viene peraltro definito per l'intero anno, in rispetto al principio di trasparenza, e comunicato ai media e agli altri utilizzatori alla fine dell'anno precedente", dice sinteticamente l'Istat al termine della sua nota.

"La politica di diffusione dell'Istat, come quella degli altri istituti nazionali di statistica, è ispirata a principi di tempestività e trasparenza condivisi a livello internazionale ed enunciati da organizzazioni sovrannazionali quali le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e la Commissione europea", spiega il comunicato dell'istituto centrale di statistica.

"In applicazione di questi principi sono stati varati negli anni codici che mirano alla standardizzazione dei processi di produzione e diffusione delle informazioni statistiche; in particolare ci si riferisce allo Special data dissemination standard del Fmi del 1996 e al Codice delle statistiche europee raccomandato dalla Commissione europea nel 2005", aggiunge.

"La produzione dei dati da parte dell'Istat è strettamente legata alla tempistica delle diffusioni di Eurostat, l'ufficio statistico della Commissione europea. Come è noto, Eurostat raccoglie le informazioni prodotte dai singoli Paesi, le elabora a livello di Unione europea e provvede alla loro pubblicazione secondo un calendario concordato con i paesi membri. Ogni Paese, una volta prodotti i dati, non può esimersi dall'obbligo deontologico di renderli noti all'intera collettività oltre che a Eurostat, poiché costituiscono un bene pubblico, indispensabile per prendere decisioni consapevoli in campo economico e sociale. Inoltre, rappresentano per tutti i cittadini uno strumento importante di sviluppo della democrazia".