Istat,bassa produttività Italia affossa retribuzioni sotto Ue-15

mercoledì 28 maggio 2008 13:12
 

ROMA (Reuters) - E' lo scarso sviluppo della produttività del lavoro in Italia la causa principale della fiacca crescita delle retribuzioni reali che, nel lungo periodo, si sono portate sotto la media Ue-15.

Lo evidenzia Istat nel rapporto annuale diffuso oggi alla luce di uno studio comparato che copre l'arco temporale 1995-2006.

"La crescita delle retribuzioni reali, assai inferiore in Italia rispetto a quella degli altri Paesi europei, può essere messa in relazione al fatto che nel lungo periodo anche lo sviluppo della produttività del lavoro è stato particolarmente contenuto", afferma Istat.

In particolare, nel periodo 1995-2006 l'istituto di statistica rileva che le retribuzioni orarie reali in Italia sono aumentate in totale del 4,7%, "incremento decisamente inferiore a quello registrato in altri Paesi europei" presi in esame.

Istat spiega che in Europa solo un numero ristretto di paesi (Spagna, Paesi Bassi e Germania) condivide con l'Italia tale fiacco andamento delle retribuzioni reali mentre in altri paesi il trend di crescita è di cinque o sei volte più consistente, con punte di eccellenza in Francia (+22%) e Svezia (+38%).

Nello stesso periodo, lo sviluppo della produttività in Italia "è particolarmente contenuto: tra il 1995 e il 2006 la produttività cresce appena del 4,7%, di poco superiore a quella della Spagna (4,3%), mentre la media Ue-15 segna un aumento del 18%".

Tali dati si inseriscono nel dibattito di questi mesi sulla necessità di una riforma del sistema contrattuale che, dando maggiore spazio alla contrattazione di secondo livello (aziendale e territoriale), possa migliorare la produttività del lavoro attraverso maggiori gratificazione per il lavoratore sulla parte variabile del salario.

Cgil, Cisl e Uil dopo anni di divisioni sono riuscite a siglare un documento unico su questo tema e si attende a breve l'avvio di una trattativa con Confindustria.

Il tema è serio se si pensa che - sempre secondo la relazione annuale dell'Istat - fra il 2001 e il 2007 le retribuzioni contrattuali sono cresciute del 16,7% a fronte di una crescita dell'inflazione del 15%. In termini reali però le retribuzioni di fatto sono cresciute del 3,5% rispetto all'1,7% della produttività sul lavoro.

Il reddito medio netto delle famiglie residenti in Italia nel 2005 è stato pari a 2.300 euro mensili. Tuttavia, nota Istat, se si considera la mediana - più precisa a fronte della forte diseguaglianza nella distribuzione - il valore scende al di sotto di 1.900 euro.

 
<p>Operai in un cantiere a Roma. REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>