March 27, 2008 / 4:26 PM / 9 years ago

Fmi, accademici contro riforma sistema voto a board domani

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WASHINGTON, 27 marzo (Reuters) - Un gruppo di accademici di Washington ha scritto una lettera all'executive board del Fondo monetario internazionale, esortando i Paesi membri a votare contro la nuova proposta di riforma del sistema di voto, sostenendo che non è sufficiente a dar più voce alle nazioni emergenti.

L'appello degli otto accademici arriva alla vigilia della riunione dell'Fmi, in cui si deciderà se raccomandare l'approvazione del nuovo sistema di voto ai governatori del Fondo.

Del gruppo di studiosi fanno parte Nancy Birdsall, presidente del Center for Global Development, Ralph Bryant, Colin Bradford, Homi Karas, Johannes Linn della Brookings Institution, Ted Truman e John Williamson del Peterson Institute for International Economics, e Jo Marie Griesgraber di New Rules for Global Finance Coalition.

Molti di loro hanno lavorato per organismi internazionali come la Banca mondiale o il Fondo monetario o hanno fatto parte di precedenti amministrazioni Usa.

"Scriviamo per esprimere il nostro timore che la riforma allo studio non riesca a far fronte alle sfide che il Fmi deve superare per divenire un'istituzione globale con una rappresentatività e un sistema di voto più equilibrato" si legge nella lettera.

"In assenza di riforme più forti, infatti, i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo non potranno generare quell'energia e quel dinamismo richiesto per rafforzare il sistema finanziario globale e rinnovare il ruolo di leadership del Fmi nella economia globale".

L'obiettivo del superamento della vecchia formula di voto è riflettere la crescita delle nazioni emergenti nell'economia globale, aumentando il loro potere di voto.

Il cambiamento dovrebbe anche legittimare il ruolo del Fmi in un momento in cui poche nazioni hanno bisogno dei suoi prestiti d'emergenza e gli Stati più grandi spesso ignorano i suoi consigli.

Un blocco di 50 Paesi tra cui Egitto, Russia, Indonesia, Iran e Kenia si sono opposti alla nuova formula proposta, dicendo che non sposta abbastanza potere dai Paesi industrializzati agli emergenti.

Tuttavia, essi sanno che venerdì la riforma verrà quasi sicuramente approvata, con Paesi come Cina, India, Brasile, Messico e Corea del Sud soddisfatti dell'incremento del loro potere di voto.

Secondo gli accademici i progressi inclusi nella riforma proposta dal Fondo non sono abbastanza ambiziosi e, allo stesso tempo, riducono l'urgenza di una vera rivisitazione della struttura dell'Fmi.

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