27 febbraio 2008 / 11:12 / 10 anni fa

PUNTO 2- Bce, stime marzo su zona euro mostreranno novità - Bini

(aggiunge sondaggio su proiezioni Bce marzo al paragrafo 7 e dichiarazioni su turbolenze finanziarie in coda)

FIRENZE, 27 febbraio (Reuters) - La settimana prossima la pubblicazione delle nuove previsioni della Bce su crescita e inflazione della zona euro mostrerà delle novità, dal momento che lo scenario tracciato dalle proiezioni di dicembre appare oggi datato.

Lo ha detto Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio esecutivo della Banca centrale europea, aggiungendo che la situazione relativa all‘economia europea è tuttora circondata da notevole incertezza.

“Ci saranno novità: rimanere fermi alle proiezioni pubblicate dalla Bce in dicembre è difficile” ha detto Bini Smaghi a margine del convegno ‘Giovani lettori, nuovi cittadini’, parlando delle nuove stime trimestrali che la Bce pubblicherà il prossimo 6 marzo.

“C’è molta incertezza sull‘economia ed è difficile tracciare una linea di tendenza soprattutto per l‘Europa, mentre negli Usa si evidenzia molto più chiaramente un rallentamento” ha spiegato il banchiere centrale.

Il mercato, che scommette su un taglio dei tassi della Banca centrale europea entro giugno, si chiede se la Bce, oltre a tagliare la propria proiezione sulla crescita 2008, ritoccherà invece all‘insù quella relativa all‘inflazione. Una tale decisione potrebbe portare a un ridimensionamento delle attese sul ribasso dei tassi europei.

In dicembre le proiezioni indicavano un punto centrale per la crescita della zona euro nel 2008 del 2%, mentre l‘inflazione era indicata a 2,5.

Un sondaggio Reuters indica oggi che gli economisti si attendono una revisione al ribasso per la crescita 2008 e 2009, mentre si attendono un aumento della proiezione per l‘inflazione.

Su questi temi Bini Smaghi ha ribadito la linea tracciata dalla Bce lo scorso mese, ribadendo che anche oggi “i rischi sulla crescita [della zona euro] sono al ribasso, ma i rischi sull‘inflazione sono al ribasso”. Il banchiere ha poi sottolineato che l‘orizzonte con cui ci si confronta a Francoforte è caratterizzato da una visibilità particolarmente ridotta.

USA, FORTE RALLENTAMENTO MA NIENTE DECOUPLING CON EUROPA

In questa situazione la barra del timone della Bce indica un rallentamento significativo negli Usa, ma non recessione, mentre il quadro della zona euro sembra migliore, ma non sganciato da quanto succede oltreoceano.

“Lo scenario di base non indica recessione negli Usa... come è stato detto al G7 [di Tokyo] le condizioni di fondo dell‘economia americana nel medio periodo sono sane” ha detto il banchiere centrale.

Quanto alla possibilità di decoupling tra Usa e zona euro Bini Smaghi ha detto che “Usa e zona euro sono due economie con un ritmo di crescita diverso, ma il ciclo [economico] è uguale... al momento gli Stati Uniti sono più influenzati dalle turbolenze finanziarie, l‘Europa di meno”. Tutte le economie, comunque, sono soggette ai forti aumenti delle materie prime alimentari ed energetiche che sono simili a una “tassa” da sopportare a causa della scarsità della risorse del pianeta.

L‘aumento delle quotazioni delle commodity “è un motivo di grossa preoccupazione perchè i prezzi aumentano anche per riflettere la scarsità delle risorse naturali... fenomeno su cui non esiste una ricetta”, ha detto Bini Smaghi.

Se per le materie prime alimentari si può intravedere un allentarsi delle tensioni nei prossimi mesi, “con il venir meno della siccità in Australia e in America Latina e con la revisione della Pac europea”, per il petrolio sembrano esserci pochi rimedi.

L‘ammonimento del banchiere è “evitare che questi aumenti inneschino una rincorsa dell‘inflazione”.

TURBOLENZE FINANZIARIE LEGATE A CRISI FIDUCIA

Quanto all‘analisi sulle recenti turbolenze finanziarie, Bini Smaghi ha spiegato che i mercati soffrono oggi a causa di una crisi di fiducia collegata alla difficoltà di valutare correttamente strumenti finanziari complessi.

Negli ultimi anni “c’è stata una crescita enorme dei prodotti strutturati, che sono stati acquistati anche da banche che non sapevano valutarli” ha spiegato Bini Smaghi nel corso del suo intervento al convegno.

“Quando c’è stato uno shock, un episodio non previsto, si è creata una crisi di fiducia e un‘incapacità a valutare” i prodotti in portafoglio.

“Si è creata una crisi di fiducia... ci vorrà tempo perchè questa crisi sia digerita” ha detto il banchiere secondo cui “il processo [di soluzione della crisi] è oggi molto più complicato che in passato, anche se, all‘origine della crisi, c’è anche questa volta un‘asimmetria informativa”.

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