Corte Conti, riduzione debito con vendita immobili pubblici

giovedì 26 giugno 2008 16:18
 

ROMA, 26 giugno (Reuters) - La vendita del patrimonio pubblico italiano può contribuire alla diminuzione del debito pubblico, che a fine 2007 ammontava a 1597 miliardi di euro.

Lo ha sottolineato il procuratore generale della Corte dei Conti Furio Pasqualucci nella sua requisitoria orale sul rendiconto generale dello Stato.

"Allo sforzo per la riduzione del debito può contribuire la graduale vendita del patrimonio pubblico che rappresenta valori attivi stimati in 1800 miliardi di euro e quindi superiori al debito stesso", ha detto Pasqualucci.

"Tale alienazione deve essere gradualmente dosata nel tempo e studiata in modo da conseguire risultati migliori di quelli derivanti dalle recenti cartolarizzazioni che, come rilevato dalla Corte dei Conti, a fronte di un portafoglio di 129 miliardi ha fruttato ricavi per 57,8 miliardi, con un rapporto ricavi/cessioni pari al 44,7%", ha aggiunto.

I beni censiti dall'Agenzia del Demanio al 31/12/2006 risultavano essere 14110 per un valore complessivo stimato di 160 miliardi. L'Agenzia ha quasi finito il censimento sul patrimonio immobiliare dello Stato, esclusi musei e monumenti, e questo renderà più facile l'azione ricognitiva che riguarda il piano di valorizzazione.

Il patrimonio degli enti locali è invece valutato in circa 320 miliardi, di cui una quota pari a 130 miliardi potrebbe essere messa subito sul mercato, ha spiegato Pasqualucci.