Inflazione, Marcegaglia: positivo obbiettivo di tenerla bassa

lunedì 23 giugno 2008 14:52
 

RHO (Milano), 23 giugno (Reuters) - L'obbiettivo di bassa inflazione deve essere perseguito dal governo ma, qualora il gap fra l'indice reale e quello programmato fosse troppo elevato, la Confindustria è pronta a fare una riflessione insieme con i sindacati nell'ambito della trattativa sulla riforma dei contratti.

Lo ha detto la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, commentando il tasso di inflazione programmata a 1,7% inserito per il 2008 nel Dpef da parte del governo, contestato dai sindacati.

"Pensiamo che darsi e mantenere un obbiettivo di riduzione dell'inflazione sia un fatto positivo. La stessa Bce ce lo chiede, ce lo chiedono tutti", ha detto la Marcegaglia precisando che "è evidente che se l'inflazione reale è diversa da quella programmata saremo disposti a fare riflessione".

In base all'accordo sulla politica dei redditi siglato dalle parti sociali nel 1993 - e che dovrebbe essere aggiornato qualora sindacati e Confindustria trovassero un accordo su una riforma dei contratti - gli aumenti salariali dei lavoratori vengono fissati partendo dal livello di inflazione programmata dal governo. Se dunque tale indice è molto lontano dall'andamento reale dei prezzi al consumo è inevitabile una perdita di potere d'acquisto dei redditi dei lavoratori.

A fronte di una inflazione programmata a 1,7%, in maggio secondo l'Istat l'inflazione reale è salita su base annua del 3,6%.

La Bce punta a mantenere il livello di inflazione dell'eurogruppo entro il 2%.

Ieri, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha risposto alle critiche della Cgil - secondo la quale l'inflazione programmata a 1,7% porterà da qui al prossimo anno ad una riduzione di 1.000 euro dei salari medi - che è stata una scelta imposta dalla Banca centrale europea. La bce ha chiesto una inflazione programmata entro il 2%.

Il ministro ha anche spiegato che la risposta politica a quella scelta non ha a che fare con le decisioni del governo, ma con i fenomeni dell'economia mondiale, come l'enorme peso assunto dalla speculazione nello spingere verso l'alto i prezzi delle materie prime.

Nel suo intervento, la Macegaglia ha detto che "non possiamo rassegnarci a subire la crescita tendenziale dell'inflazione che deriva in gran parte da fattori internazionali che non devono essere scaricati sulle imprese". "La domanda interna è assolutamente ferma, le esportazioni continuano a crescere invece la domanda interna è assolutamente ferma. Ci sono problemi per alcuni settori e per le immatricolazioni è un problema molto serio", ha concluso.