PUNTO1-Inflazione a 1,7% mina trattativa con Confindustria-Cisl

sabato 21 giugno 2008 16:00
 

(aggiunge in coda risposta ministro del Welfare Maurizio Sacconi)

LEVICO TERME (TRENTO), 21 giugno (Reuters) - Se il governo confermerà l'inflazione all'1,7% nel 2008 darà un duro colpo alla trattativa in corso con Confindustria per la riforma della contrattazione.

Lo ha detto oggi il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, rispondendo durante una tavola rotonda a una domanda sulle indiscrezioni in merito alle previsioni macro del governo. Anche se nel pomeriggio, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha detto che la predeterminazione del tasso è una scelta autonoma del governo.

Domani, ha detto Bonanni, "lo ricorderemo a [il ministro dell'Economia Giulio] Tremonti: l'accordo del 1993 prevede che il tasso d'inflazione programmato va fissato insieme. Noi stiamo andando verso il 5%, visto che il 3,6% stimato da Istat, è sterilizzato da alcune voci. Noi stiamo trattando con la Confindustria la riforma dei contratti, se Tremonti volesse proprio fissarlo così sarebbe un vero e proprio attentato alla trattativa con Confindustria".

Il numero uno della Cisl ha poi aggiunto che il sindacato dal rinnovo dei contratti di cui sta discutendo con gli imprenditori, si aspetta di ottenere un recupero integrale dell'inflazione con il primo livello della contrattazione.

Indiscrezioni di stampa hanno indicato per il quadro macro in corso di definizione da parte del governo un'inflazione all'1,7% per quest'anno e all'1,5% per i prossimi. A questa interpretazione si è opposto nel pomeriggio Sacconi intervenuto alla festa.

Parlando con i giornalisti a margine della tavola rotonda il ministro ha detto "può essere comprensibile il giudizio del sindacato, ma, da sempre, la predeterimanazione del tasso d'inflazione è un atto autonomo del governo che corrisponde ad un suo obiettivo: il contenimento dell'inflazione".

Sacconi ha poi aggiunto cche se si guarda "lo scostamento con il livello attuale dell'inflazione, e lo confrontiamo con il passato è assolutamente nella norma: è stato sempre così. Il governo deve fare tutto il possibile per farla scendere. Non è esatto l'accordo del 1993 non prevedeva l'intesa con il sindacato, ma la consultazione".