Governo martedì vede parti sociali, attesi dettagli decreto fisc

lunedì 19 maggio 2008 19:00
 

ROMA (Reuters) - Strategie per riportare l'Italia sul cammino della crescita economica e nuovo sistema di relazioni industriali. Saranno queste le linee guida dell'incontro di domani fra il governo e le parti sociali, il primo dall'insendiamento del governo Berlusconi e il primo di Emma Marcegaglia come presidente designato di Confindustria; l'esecutivo non potrà esimersi dal fornire dei dettagli sui tagli dell'Ici e la detassazione degli straordinari che saranno varati con decreto dal consiglio dei ministri di mercoledì.

Per la parte che riguarda la fiscalità del lavoro - più interessante per sindacati e imprese - il provvedimento prevede la detassazione degli straordinari e dei premi di produttività al 10% con franchigia in via sperimentale per 6 mesi, da giugno a dicembre 2008, per operai e impiegati con un reddito che nel 2007 non abbia superato i 35 mila euro.

Il costo dell'operazione sarà di 1 miliardo per sei mesi.

Si lavora ancora sugli statali per stabilire se escluderli totalmente dalla misura o coinvolgerne alcune categorie come le forze dell'ordine. La copertura di tutte le misure dovrebbe arrivare da tagli di spesa e aumento delle entrate nel settore creditizio.

Quanto all'abolizione dell'Ici sulla prima casa (escluse ville, castelli e abitazioni di lusso), l'intervento dovrebbe costare intorno ai 2 miliardi mentre altre risorse sarebbero necessarie, secondo quanto detto dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a finanziare le detrazioni Ici introdotte dal passato governo che esentavano dall'imposta il 40% delle abitazioni.

I sindacati hanno reagito in modo freddo ai primi provvedimenti economici annunciati dall'esecutivo di centrodestra affermando nei giorni scorsi che la detassazione degli straordinari è come "una ciliegina sulla torta", e non la via maestra per affrontare il principale problema dei lavoratori e pensionati italiani che è quello dei salari. E anche la eliminazione dell'Ici sulla prima casa presenta il rischio di trasformarsi per il contribuente in un aggravio delle tasse locali, poiché i comuni andranno risarciti dallo Stato per i mancati introiti.

Per sostenere il lavoro dipendente bisogna invece partire dalle detrazioni fiscali, dalla riduzione delle tasse sugli incrementi salariali di secondo livello, da un nuovo paniere sull'inflazione e da interventi per contrastare l'aumento delle tariffe, sostiene il sindacato.

Altro terreno controverso è poi quello delle detrazioni. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, preferirebbe infatti reintrodurre un sistema di deduzioni a vantaggio della famiglia ritenendo che spalmare detrazioni fiscali su tutti i redditi non consentirebbe, date le risorse limitate, di distribuire nemmeno una tazzina di caffè.

Sul difficile fronte delle relazioni industriali, di buon auspicio può essere considerato l'accordo unitario di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma dei contratti dopo anni di divisioni. Si vedrà se i frutti di questo lavoro saranno raccolti dalla nuova Confindustria. Su questa materia il governo è più attore che spettatore.

 
<p>Immagine d'archivio di operai al lavoro in una azienda italiana. REUTERS/Robin Pomeroy (ITALY)</p>