Contratti, Angeletti a Cgil: in Confindustria solo se si tratta

lunedì 18 febbraio 2008 14:45
 

ROMA, 18 febbraio (Reuters) - L'incontro di stasera fra i sindacati e Confindustria per discutere di contratti è inutile se non c'è la volontà di entrare da subito nel vivo della trattativa.

E' la posizione della Uil di Luigi Angeletti secondo la quale, essendoci un documento unitario delle tre confederazioni, tanto vale trattare, senza perdere tempo con appuntamenti conviviali.

"Non esistono cene conviviali: o ci sono incontri che avviano un percorso definito o meglio rientrare per cena a casa propria", scrive oggi Angeletti in una nota.

Il bersaglio è la Cgil che ha definito quello di stasera un incontro informale in Confindustria. Secondo Guglielmo Epifani infatti, quello siglato con Uil e Cisl non è un documento sui contratti ma solo una 'bozza' di accordo nella quale restano da definire le questioni democrazia e rappresentanza.

Il sindacato di Epifani, per esempio, insiste sui referendum fra tutti i lavoratori a conferma degli accordi che saranno siglati, mentre per la Cisl è sufficiente quello fra gli iscritti.

La Cgil inoltre non intende concedere il via libera definitivo all'accordo prima del direttivo convocato per il 12 marzo.

"Sulla riforma del sistema contrattuale Cgil, Cisl, Uil hanno redatto un documento unitario. Il fatto che la Cgil manifesti delle perplessità pone un problema. Dunque, o c'è un chiarimento sulla posizione comune per aprire utilmente un confronto con la Confindustria o si sta solo perdendo tempo e si sta generando confusione", prosegue Angeletti.

I due leader sindacali si terranno in contatto nella giornata di oggi alla ricerca di un chiarimento.

In effetti l'accordo a tre sui contratti presenta degli elementi importanti di novità e di convergenza sulla questione principale: il rapporto fra il contratto nazionale e quello di secondo livello, sosprattutto se si pensa che fino a quattro anni fa la Cgil non voleva nemmeno sentir parlare di depotenziamento del contratto nazionale.

Il testo prevede invece un rafforzamento sia qualitativo che quantitativo del secondo livello di contrattazione. In particolare, la contrattazione di secondo livello (territoriale o settoriale) sarà incentrata sulla parte flessibile del salario rispetto a parametri di produttività, qualità, redditività, efficienza, efficacia. Mentre sarà compito dei contratti nazionali definire griglie esemplificative di obiettivi, procedure di verifica e monitoraggio.

Resta comunque il fatto che con le elezioni alle porte e la presidenza di Confindustria in scadenza, fino a giugno sarà difficile prendere decisioni.