18 marzo 2008 / 12:14 / tra 10 anni

Imprese, il 13,4% ha puntato sull'estero tra 2001 e 2006 - Istat

ROMA (Reuters) - Dal 2001 al 2006 il 13,4% delle aziende medie e grandi, circa 3.000 in valori assoluti, hanno avviato processi di internazionalizzazione.

Lo si legge in una nota Istat che illustra i risultati di un‘indagine sul trasferimento all‘estero delle attività delle aziende.

A puntare all‘internazionalizzazione sono soprattutto le imprese industriali (17,9%) rispetto a quelle operanti nel settore dei servizi (6,8%).

Secondo Istat, la dimensione aziendale rappresenta un fattore importante nelle scelte di internazionalizzazione: “per il settore industriale tali scelte hanno riguardato il 45,4% delle grandi imprese e soltanto il 14,2% di quelle medie”.

Le funzioni maggiormente trasferite all‘estero sono il marketing, le vendite e i servizi post-vendita, i call center, la distribuzione e la logistica e i servizi amministrativi.

L‘internazionalizzazione avviene, per quasi il 55% dei trasferimenti all‘estero, all‘interno dell‘Unione europea.

I fattori che più incidono sulla scelta di trasferire all‘estero attività o funzioni aziendali sono la riduzione del costo del lavoro (fattore considerato “abbastanza importante” o “molto importante” dal 65,4% delle imprese che hanno trasferito all‘estero), la riduzione di altri costi d‘impresa e l‘accesso a nuovi mercati, spiega Istat nella nota.

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