Indice beni alto consumo non è inflazione ufficiale - Bankitalia

martedì 15 aprile 2008 15:32
 

ROMA, 15 aprile (Reuters) - L'indice dei beni ad alta frequenza d'acquisto elaborato dall'Istat e cresciuto del 5,2% su anno in marzo, è utile per misurare le percezioni dei consumatori, ma non può essere interpretato come indicatore alternativo all'inflazione ufficiale.

Lo scrive la Banca d'Italia nel bollettino economico di aprile.

"Gli indici dei prezzi dei beni e servizi in funzione della frequenza di acquisto pubblicati dall'Istat rappresentano un utile strumento per lo studio dell'andamento delle percezioni degli individui e più in generale del fenomeno inflattivo", dice via Nazionale.

"In quanto ottenuti aggregando un sottoinsieme di voci comprese nel paniere generale dell'indice essi non possono tuttavia essere interpretati come una misura alternativa all'indice stesso, il quale si basa sul complesso delle spese effettivamente sostenute dalle famiglie", aggiunge Bankitalia.

Secondo i tecnici di Mario Draghi, "il sottoindice relativo ai prezzi dei beni ad alta frequenza di acquisto non fornisce, inoltre, alcuna informazione circa l'inflazione subita dalle famiglie meno abbienti, poiché la struttura di ponderazione utilizzata per aggregare le singole voci è basata sui consumi dell'intera popolazione".

"Parimenti, esso non rappresenta un corretto indicatore del rincaro dei beni di prima necessità, in quanto non comprende numerosi consumi di base, classificati dall'Istat tra quelli a media frequenza: ad esempio le tariffe elettriche, quelle per l'acqua, lo smaltimento dei rifiuti e i servizi telefonici, la cui spesa non è sostenuta ogni mese anche se il consumo avviene quotidianamente, e alcuni beni e servizi di prima necessità, come i medicinali".