Italia,Confcommercio: per crescita Irpef giù 5 punti in 2009/13

venerdì 14 marzo 2008 13:18
 

CERNOBBIO (Reuters) - Per stimolare la crescita italiana nella prossima legislatura il nuovo governo dovrà attuare una serie di misure che includono il taglio dell'Irpef di un punto percentuale all'anno dal 2009 al 2013.

La proposta di Confcommercio è stata illustrata oggi dal presidente dell'associazione, Carlo Sangalli, all'apertura del forum di Cernobbio.

Il piano prevede, oltre al taglio dell'imposta sulle persone fisiche, un'aliquota fissa al 10% su straordinari e premi di produttività nei primi 100 giorni di governo, la riduzione contestuale della spesa corrente per 65 miliardi di euro dal 2009 al 2013, cioé un punto percentuale all'anno.

A chi gli chiedeva come attuare questi tagli, Sangalli ha risposto: "Si tratta di inefficienze stimate in 70 miliardi di euro nel Libro Verde", riferendosi al testo presentato a settembre dal ministero dell'Economia.

Secondo Confcommercio, attuando questi correttivi, il Pil italiano arriverebbe a crescere nel 2013 del 2,4% su anno rispetto al +1,7% dello scenario attuale, mentre il rapporto debito/Pil scenderebbe all'84,5% contro il 95,4% stimato dall'ufficio studi al momento.

La proposta di ridurre l'aliquota Irpef era stata lanciata anche dal candidato premier per il Partito Democratico, Walter Veltroni. Nel programma presentato a fine febbraio viene ipotizzato una riduzione delle aliquote di un punto all'anno per tre anni.

Confcommercio si dichiara inoltre favorevole a una nuova ondata di privatizzazioni, da approvare nel biennio 2010-2011. In particolare viene proposta "la liberalizzazione effettiva di servizi pubblici locali, del credito, delle assicurazioni e delle professioni liberali", che porterebbero a una crescita percentuale del Pil pari a +1% spalmato su due anni.