Prezzi, in 2006 inflazione percepita in media al 18%- Bankitalia

giovedì 13 marzo 2008 13:35
 

ROMA (Reuters) - A fine 2006, l'inflazione percepita dagli italiani ammontava in media al 18% dal 2% circa misurato dall'Istat.

Lo si legge in uno studio della Banca d'Italia che si basa su un sondaggio condotto presso un campione rappresentativo di 1.000 consumatori.

"I risultati mostrano che alla fine del 2006, un anno non contraddistinto da eventi o fenomeni inflazionistici di carattere eccezionale, gran parte dei consumatori italiani riportavano percezioni d'inflazione elevate", si legge nella sintesi dello studio.

"In particolare, con riferimento ai precedenti dodici mesi, un terzo del campione rispondeva che i prezzi erano 'aumentati molto' e circa la metà che erano 'aumentati abbastanza'. Le corrispondenti valutazioni quantitative erano in media del 18% per l'intero campione, molto distanti dal 2% misurato per lo stesso periodo dall'Istat", continua lo studio.

I tecnici di via Nazionale aggiungono che "le opinioni individuali risultano significativamente correlate con le caratteristiche socio-demografiche e con le condizioni economiche".

"Se si considerano le valutazioni quantitative, le donne riportano una percezione d'inflazione pari a circa il doppio di quella degli uomini (un risultato già riscontrato in precedenti studi sugli Stati Uniti); una differenza simile si rileva tra i consumatori meno istruiti e il resto del campione".

In più, "l'inflazione percepita è nettamente più elevata per chi appartiene a famiglie in condizioni di difficoltà economica, misurata dalla necessità di attingere ai risparmi o far debiti per fronteggiare le spese mensili, dal numero relativamente ridotto di componenti della famiglia che percepiscono un reddito e dall'incidenza sul reddito dell'eventuale canone di locazione pagato per l'abitazione di residenza", continua lo studio.

Dall'analisi emerge anche che la percezione di inflazione più elevata risulta connessa a una scarsa familiarità con il concetto e con le statistiche utilizzate per misurarlo. Inoltre, i prezzi corrono di più per gli intervistati che mostrano un ricordo più impreciso dei prezzi passati.

Nell'insieme, i risultati dell'indagine suggeriscono che quando i consumatori esprimono le loro opinioni su ciò che essi percepiscono come inflazione sono orientati anche da fattori riguardanti caratteristiche personali e da fenomeni che, seppure di natura economica, non sono direttamente collegati con l'inflazione.

In particolare, alcuni dati suggeriscono che "in vari casi si attribuisca all'inflazione una perdita di potere d'acquisto connessa con altre cause, in primo luogo una crescita dei redditi nominali in Italia negli anni recenti complessivamente modesta e fortemente diversificata tra le diverse categorie di lavoratori", aggiungono i ricercatori.

 
<p>Immagine d'archivio di una consumatrice in un supermercato italiano. REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>