PUNTO 1 - Italia, Pmi manifattura novembre a minimo storico

lunedì 1 dicembre 2008 11:17
 

 (aggiunge commenti economisti, contesto Europa)
 
 MILANO, 1 dicembre (Reuters) - Drastica contrazione per il
Pmi manifatturiero italiano, che a novembre è sceso al minimo
dall'avvio della rilevazione, a quota 34,9 rispetto ai 39,7 di
ottobre.
 Il livello è sotto il minimo dell'intero range delle attese,
che oscillava tra 35 e 39, con mediana a 38 - e indica il
deterioramento più marcato delle condizioni del settore
dall'inizio della rilevazione undici anni e mezzo fa.
 Lo dice l'indagine mensile condotta da Markit/Adaci,
evidenziando che si tratta del nono mese di fila in cui l'indice
si attesta a un livello inferiore a 50, soglia che fa da
spartiacque tra espansione e contrazione.
 Il tracollo del settore manifatturiero italiano s'inserisce
in un contesto europeo che ha visto l'indice Pmi scivolare ai
minimi dall'inizio della rilevazione.
 Il mese scorso, infatti, l'indice Pmi manifattura della zona
euro è calato a 35,6. Non meglio sono andate le cose nei singoli
Paesi: in Germania il dato è caduto a 35,7, in Gran Bretagna a
34,4, in Francia a 37,3 e in Spagna a 29,4.
 Marco Valli di UniCredit Mib sottolinea che "l'Italia segue
a ruota l'Europa: tutte le componenti che riguardano l'attività
sono ai minimi da quando esiste la rilevazione".
 Annalisa Piazza di Cube Financial aggiunge che "l'Italia
rispetto ad altri Paesi ha una situazione sfavorevole in termini
di spazi di manovra sul fronte della politica fiscale a causa
del debito pubblico".
 Guardando alle componenti dell'indice italiano, scendono in
modo deciso i sottoindici relativi ai nuovi ordini e alla
produzione, calati entrambi ai minimi dall'inizio della
rilevazione. 
 A dispetto di questo scenario, le giacenze dei prodotti
finiti sono aumentate per il terzo mese di fila, arrivando a
livelli record mai segnati da 11 anni e mezzo a questa parte.
 L'incremento delle scorte si spiega, secondo Valli di
UniCredit Mib, con il fatto "che le imprese sono rimaste
spiazzate dalla velocità della crisi: l'accumulo di scorte, a
fronte del crollo vertiginoso degli ordini, non è di buon
auspicio per la produzione futura".
 Una nota leggermente positiva arriva dal fronte-prezzi di
acquisto, diminuiti per la prima volta in quaranta mesi e ai
minimi da fine 2001, nonostante il marcato deprezzamento
dell'euro/dollaro. 
 Secondo le imprese campione, ha giovato soprattutto la
discesa dei prezzi dei prodotti petroliferi e delle materie
prime.
 Il rallentamento dei costi di produzione di novembre,
secondo le imprese campione, "ha permesso alle imprese
manifatturiere italiane di reagire all'aumento della
concorrenza". 
 In ogni caso, evidenzia Valli di UniCredit Mib, "la
produzione è in una fase recessiva molto accentuata e il Pil nel
quarto trimestre si contrarrà almeno dello 0,5% congiunturale".
 Guardando al primo trimestre dell'anno prossimo, Valli
ritiene che l'Italia entri nel 2009 "in recessione" e vede un
calo del Pil "nell'ordine dell'1,5% annualizzato", ma
"probabilmente potremmo andare ancora più bassi".
 Piazza di Cube Financial rimarca che i limiti negli spazi di
manovra fiscale dell'Italia potrebbero "influenzare il timing
della ripresa dell'attività economica".
 Il piano di stimolo fiscale del governo Berlusconi, secondo
Cube Financial, "è ben distribuito fra famiglie e investimenti",
ma le condizioni fiscali faranno dell'Italia "il fanalino di
coda della crescita in Europa".
 
 PER SERIE PMI ITALIAN ......................... <PMI/ITMA1>
 PER UNA GUIDA AGLI INDICI PMI . <PMI/INDEX1> . <PMI/INDEX2>