September 1, 2009 / 9:50 AM / 8 years ago

PUNTO 1- Italia, ad agosto balzo fiducia Isae ma Pmi man. delude

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(riscrive integrando dati Isae, Pmi, analisti)

MILANO, 1 settembre (Reuters) - In agosto la fiducia delle imprese manifatturiere, secondo l'indice calcolato da Isae, è salita al di sopra delle previsioni degli analisti al livello più alto da ottobre 2008, segnando il quinto rialzo mensile consecutivo. Ma l'indice Pmi curato da Markit Economics e Adaci ha evidenziato ha accentuato la sua contrazione, attestandosi sotto la soglia dei 50 per il diciottesimo mese consecutivo.

Al netto dei fattori stagionali, l'indice calcolato da Isae è balzato a 74,8 da 72,4 dello scorso mese, dato rivisto da 71,7. Le mediana delle previsioni raccolte da Reuters fra gli analisti era pari a 73,3.

"Il dato è stato migliore delle attese e anche il dettaglio fornisce un quadro confortante con un miglioramento degli ordini più marcato rispetto al mese precedente. Il miglioramento è dato dagli ordini interni, ma soprattutto da quelli esteri" dice Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo. "Il miglioramento è visibile nei settori dei beni d'investimento e intermedi più che nei consumi. La domanda finale dei consumatori è infatti ancora piuttosto stagnante".

"Esaurita la fase di decumulo dei magazzini, la risalita di questo mese è guidata principalmente dal netto recupero dei giudizi relativi all'andamento degli ordini, sia interni sia esteri. Sono invece stabili le attese a breve termine sulla produzione", dice Isae in una nota.

La fiducia aumenta in tutti i principali settori. I segnali di maggior ottimismo sono diffusi in modo piuttosto omogeneo anche a livello territoriale e dimensionale.

"Mi sembra una cifra positiva, e parecchio alta e c'è un migloramento in tutte le componenti. Il dato sulla fiducia dei consumatori della settimana scorsa ha risentito dell'alto tasso di disoccupazione, del rialzo della benzina e di altri fattori che non hanno invece influito sulla fiducia delle imprese" dice Carmela Pace di Mps.

Di diverso tenore quindi il messaggio dell'indice Pmi manifatturiero che è risultato pari a 44,2, in calo rispetto al 45,4 di luglio. È la prima volta che la contrazione del settore accelera da quando l'indice ha toccato il suo livello minimo lo scorso marzo. Il dato delude inoltre le attese degli economisti, che si aspettavano un indice in rialzo a 46,2, sebbene ancora in contrazione.

"Le cifre di Isae e Pmi sono in contraddizione, è possibile che il calo del Pmi possa essere ascritto anche a fattori stagionali, ma va ricordato che è un indice più volatile rispetto agli indicatori di fiducia tradizionali. Accorderei maggior credito al dato Isae, visto che in passato si è rivelato più strettamente correlato alla produzione industriale" dice Mameli.

Italia Indietro Rispetto a Francia E Germania

Gli economisti riconoscono comunque che l'indice Pmi evidenzia uno stato di svantaggio dell'Italia rispetto a paesi come Germania e Francia.

"L'Italia e la Spagna sono indietro. La Spagna affossata dalla crisi immobiliare, e l'Italia per via delle sue fragilità strutturali e dalla sua bassa crescita potenziale che, anche in assenza di fattori endogeni di crisi, la penalizzano" dice ancora l'economista di Intesa Sanpaolo.

"La situazione econonomica pian piano migliora, ma l'Italia rimane molto penalizzata rispetto agli altri paesi della zona euro. Il prossimo anno torneremo alla crescita, ma in una situazione ancora lontana da Francia e Germania" osserva Carmela Pace.

Il Pmi manifatturiero francese è salito in agosto a 50,8 da 48,1 a fronte di attese per un'espansione leggermente più limitata a 50,2, mentre quello tedesco è salito a 49,2 da 45,7 di luglio.

In rialzo, sebbene ancora in contrazione, l'indice relativo al settore manifatturiero della zona euro, risultato pari a 48,2 dal precedente 46,3.

In discesa invece la manifattura spagnola, con un indice Pmi a 47,2 da 47,3 di luglio e a fronte di stime per un rialzo a 48,0.

"Il rimbalzo dell'Isae è comunque confortante ed è generalmente in linea con altri paesi della zona euro, è compatibile con un ritorno al segno più nelle letture del Pil a partire da terzo trimestre, per cui noi ci aspettiamo un +0,2%" dice Mameli.

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