Sindacati a governo: detassazione straordinari non è priorità

lunedì 12 maggio 2008 15:50
 

ROMA (Reuters) - La detassazione degli straordinari è come 'una ciliegina sulla torta', e non la via maestra per affrontare il principale problema dei lavoratori e pensionati italiani che è quello dei bassi redditi.

Per sostenere il lavoro dipendente bisogna invece partire dalle detrazioni fiscali, da un nuovo paniere sull'inflazione e da interventi per contrastare l'aumento delle tariffe.

E' la posizione di Cgil, Cisl e Uil espressa - seppur con sfumature diverse - oggi, giornata nella quale i direttivi delle tre organizzazioni hanno dato il via libera al documento unitario sulla riforma contrattuale, fondamentale per aprire la trattativa con Confindustria. Unico voto contrario quello del segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi.

"La questione della detassazione degli straordinari per noi è solo la ciliegina sulla torta. Il governo aveva proposto in campagna elettorale di ridurre le tasse anche sulla tredicesima e questa mi sembra la scelta più convincente per tutti. Il primo passo da fare è ridurre le tasse sugli incrementi salariali [di secondo livello] e sulla tredicesima", ha detto Luigi Angeletti a margine del direttivo.

Ad aprire il fronte caldo con il nuovo governo di centrodestra - che questa settimana dovrà ottenere la fiducia dal Parlamento - è stato però stamani il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. In un'intervista, il segretario ha detto che "il confronto con il governo parte in salita" riferendosi alle affermazioni di ieri del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, secondo il quale l'extragettito non c'è, ma contemporaneamente l'esecutivo si impegna a tagliare l'Ici sulla prima casa e a detassare gli straordinari.

"Con la sola detassazione degli straordinari ci si scorda della stragrande maggioranza dei lavoratori italiani..può far saltare gli accordi aziendali sulla flessibilità degli orari ...in un periodo di recessione potrà chiudere le chance occupazionali ai più giovani e penalizzare il reddito delle donne", ha detto Epifani a Repubblica.

Il sindacalista ha poi parlato di "ambiguità" da parte di Tremonti quando parla di sacrifici per banche e petrolieri, auspicando un intervento sui prezzi per i cittadini e non sugli utili.

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha replicato augurandosi che "Epifani non voglia rinnovare quei comportamenti pregiudiziali che hanno caratterizzato la Cgil in passato, la linea che [Sergio] Cofferati ha avuto. Mi auguro che anche la Cgil voglia realizzare un confronto senza pregiudizi attento al merito delle cose e soprattutto all'interesse dei lavoratori in carne ed ossa e non come che vengono disegnati da ideologie ormai antistoriche".

Intervenendo al direttivo, Epifani è tornato sulla questione dicendo di non vedere da parte del nuovo governo "lo spazio per dare risposte a breve sulla nostra piattaforma che chiede interventi su lavoro, pensioni e tariffe", poi ha ricordato che il 18 gennaio scorso il sindacato ha "indicato una giornata di lotta in assenza di risposte del governo su fisco e salari".   Continua...

 
<p>Bandiera della Cgil durante una manifestazione del sindacato a Firenze. Foto d'archivio. REUTERS/Paolo Cocco</p>