January 10, 2008 / 1:11 PM / 10 years ago

Salari, Prodi: ridurremo fisco con attenzione al debito

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<p>Il presidente del Consiglio Romano Prodi. La foto &egrave; stata scattata lo scorso 27 dicembre nella conferenza stampa di fine anno del premier.Alessandro Bianchi (ITALY)</p>

di Paolo Biondi e Francesca Piscioneri

ROMA (Reuters) - Nei prossimi mesi, senza rinunciare a completare il risanamento dei conti pubblici, il governo interverrà con una riduzione del carico fiscale su salari e bassi redditi. L'obbiettivo è quello di una riduzione fiscale necessaria a superare la cattiva distribuzione del reddito e rilanciare la bassa produttività, limiti dell'economia italiana.

A tali misure saranno destinate tutte le risorse aggiuntive che si renderanno disponibili, compresa l'armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie ad una aliquota del 20%.

Ma le risorse a disposizione saranno stabilite solo con la prossima trimestrale di cassa, mentre le prime misure saranno adottate a giugno-luglio e perfezionate con la prossima Finanziaria.

Sono questi gli impegni economici del governo per il 2008 illustrati stamani dal presidente del Consiglio Romano Prodi al vertice di maggioranza nella speranza di trovare quella convergenza necessaria per avviare un confronto con le parti sociali su tasse e salari.

Con un occhio a Francoforte, Prodi però ammonisce che tali interventi aiutano, ma non sono risolutivi e avverte: "Non un euro senza un impegno forte delle parti sociali per più produttività, maggiori salari e più investimenti".

In questo modo il leader della terza economia dell'area euro ha inteso rassicurare il presidente Bce Jean-Claude Trichet che proprio oggi ha invitato le autorità nazionali a non cedere a spirali inflazionistiche il cui esito sarebbe un aumento dei tassi di interesse.

Il Programma Di Riforme. Deficit/Pil 2007 Sotto 2%

Al vertice di oggi (presente mezzo governo ed i leader e capigruppo dei vari partiti, 38 persone in tutto), Prodi ha fatto il punto dell'azione dei prossimi mesi: "Penso alla riforma istituzionale, alla legge elettorale, ed anche al conflitto di interesse e alla riforma della Rai. Oggi ci concentriamo sui temi dello sviluppo, della crescita e della distribuzione".

Al termine tutti i leader hanno espresso soddisfazione per questa relazione, con varie sottolineature.

"Ovviamente tutte le operazioni fiscali devono essere compatibili con la riduzione e con l'abbattimento del debito pubblico", dice Prodi in un discorso, il cui testo è stato consegnato alle agenzie, aggiungendo che "il traguardo di discesa del debito sotto il 100% del Pil è assolutamente raggiungibile".

A dare ottimismo al premier anche l'andamento del disavanzo che nel 2007 "scende sotto il 2%" (alla conferenza stampa del 28 dicembre si era limitato a dire "intorno al 2%"), alla luce dei dati Istat sui primi nove mesi dell'anno che lo indicano all'1,3% (non ai fini di Maastricht) dal 4% dello stesso periodo 2006. Bene anche l'avanzo primario ed il trend delle spese che pure hanno bisogno di essere riqualificate.

"Il principio lo abbiamo inaugurato con la Finanziaria appena approvata, ora bisogna andare avanti: non dovremo chiedere un euro in più ai nostri lavoratori, alle famiglie e alle imprese per il risanamento dei nostri conti", ha aggiunto.

Il presidente del Consiglio ha anche aggiunto che il governo proseguirà in una politica di "contenimento strutturale delle spese improduttive che sarà la fonte principale da cui trarre le risorse".

"Il risanamento che siamo stati capaci di realizzare finora è figlio non solo dell'andamento del gettito fiscale, ma anche di una azione più costante, più capillare, più credibile nel contenimento delle spese", ha spiegato.

Prodi non chiarisce a che tipo di interventi stia pensando, se a detrazioni Irpef sui salari o ad una riduzione delle aliquote, ma chiarisce che l'ammontare delle risorse disponibili si conoscerà solo "nei prossimi mesi quando, dopo la trimestrale di cassa, avremo dati certi a nostra disposizione. A quel punto potremo definire meglio tutti i dettagli degli interventi che intendiamo fare".

Tale affermazione non farà certo piacere ai sindacati che, dopo l'incontro con il governo di due giorni fa, avevano detto che, per scongiurare l'annunciato sciopero generale, il governo avrebbe dovuto impegnarsi a partire dalla detrazione Irpef sui salari dei dipendenti, senza aspettare la Trimestrale di marzo.

"La trimestrale di cassa è il momento conoscitivo delle cifre, ma per agire bisogna aspettare giugno e luglio con l'assestamento di bilancio. Gli interventi più significativi arriveranno poi con la prossima Finanziaria", ha poi detto Tommaso Padoa-Schioppa nel corso del suo intervento.

Rendite Finanziarie Al 20%, Liberalizzazioni

Sulla armonizzazione della fiscalità sulle rendite al 20% - gradita ai sindacati e chiesta anche dalla Sinistra Arcobaleno - Prodi ha chiarito che non vi sono "intenti punitivi", ma il desiderio di "superare una anomalia" allineandosi ad altri Paesi europei.

Attualmente la tassazione sui redditi da capitale è al 12,5%, mentre quella sui depositi e conti correnti è al 27%.

Prodi assicura poi la prosecuzione del processo di liberalizzazioni, anch'esse funzionali alla ripresa del potere d'acquisto: "Dobbiamo fissare un calendario impegnativo per le riforme già in Parlamento e proseguire con politiche che mettono al centro i diritti dei consumatori".

"Il Paese ci chiede di governare, di dire dei sì e dei no, di non tergiversare. E' una lezione di cui fare tesoro", conclude Prodi riferendosi all'emergenza riufiuti di questi giorni in Campania.

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