Italia, Morgan Stanley: dopo voto rischio di inerzia decisionale

giovedì 10 aprile 2008 12:24
 

MILANO (Reuters) - L'Italia post-elezioni potrebbe trovarsi a dover affrontare un periodo di inerzia decisionale che ritarderebbe le riforme e peserebbe sulle finanze pubbliche.

E' quanto afferma Morgan Stanley in un report sull'economia italiana alla luce delle prossime elezioni politiche.

Secondo la banca d'affari, al di là dell'efficacia con cui verranno realizzati i programmi elettorali, "un'importante questione aperta resta quella riguardante la legge elettorale". Raggiungere un accordo su questo fronte potrebbe rivelarsi un processo lungo, che distoglierebbe l'attenzione dall'attuazione delle politiche economiche "in una congiuntura particolarmente delicata per l'economia italiana".

"Un periodo protratto di inerzia decisionale potrebbe essere costoso, non da ultimo per le finanze pubbliche. In questo contesto incerto, i rendimenti dei titoli di Stato italiani potrebbero soffrire".

Morgan Stanley sottolinea che i programi elettoriali dei due maggiori schieramenti - Pdl e Pd - sono simili: entrambi professano la volontà di ridurre la pressione fiscale, rafforzare il potere di acquisto delle famiglie, migliorare le infrastrutture e liberalizzare. "Resta però da vedere la capacità di entrambe le alleanze di implementare i cambiamenti. La frammentazione politica potrebbe ancora una volta diluire l'incisività e la profondità delle riforme di cui l'Italia ha urgentemente bisogno".

Un periodo prolungato di inerzia decisionale, prosegue la banca, "è un rischio molto concreto per tutti gli investitori, dall'azionario all'obbligazionario" e un eventuale stallo delle riforme "sarebbe una brutta notizia per la crescita a medio termine dell'Italia, per la sostenibilità fiscale e la redditività delle società".

Trovare una soluzione duratura per la legge elettorale è necessario per aumentare "stabilità, continuità e qualità" dell'attuazione delle politiche ed è importante per le prospettive economiche a medio termine dell'Italia e per la sua capacità di attrarre investimenti.

MS VEDE PIL 2008 A +0,6%, DEFICIT/PIL A 2,7%

Morgan prevede per l'Italia una crescita del Pil in rallentamento allo 0,6% contro un +1,5% atteso per l'area euro.

"Dopo due anni virtuosi sotto la leadership di Padoa Schioppa, il deficit è sceso sotto il 2% del Pil nel 2007", si legge nel report. Tuttavia, con l'economia destinata a rallentare e la spesa primaria in stabile crescita, la banca d'affari si attende per quest'anno un deficit intorno al 2,7% del Pil e al 2,8% nel 2009.

"I piani del nuovo governo sicuramente influenzeranno le nostre stime per le finanze pubbliche italiane, in particolare per il 2009 e il 2010", prosegue Morgan Stanley, con l'auspicio che un calo della pressione fiscale aiuti a sostenere una ripresa nel secondo semestre 2009.

 
<p>Alcuni manifesti elettorali a Roma. REUTERS/Max Rossi</p>