In Egitto l'addio nostalgico di Prodi, quello grintoso di LCdM

mercoledì 9 aprile 2008 19:31
 

di Francesca Piscioneri

IL CAIRO, 9 aprile (Reuters) - Valzer degli addii a Il Cairo. Nostalgico quello di Romano Prodi, alla sua ultima uscita estera come presidente del Consiglio italiano prima del voto del 13 aprile; grintoso quello di Luca Cordero di Montezemolo, presidente uscente di Confindustria che in Egitto, alla sua ultima missione, la ventunesima, incita l'Italia a superare le divisioni che la soffocano impedendone lo sviluppo. Orgogliosi entrambi per l'accoglienza riservata all'Italia dal presidente egiziano Hosni Mubarak, "migliore di quelle toccata qualche mese fa a [il presidente francese Nicolas] Sarkozy", dice soddisfatto Montezemolo; "merito dei rapporti personali del professore", mormora qualche fedelissimo di Prodi.

In effetti stamani, fatto inedito per Mubarak, una folta delegazione italiana composta da 13 imprenditori - fra i quali oltre a Montezemolo, Roberto Colaninno e Corrado Passera - e capitanata da Prodi, è stata ricevuta al Palazzo presidenziale. Certo Mubarak, questo invece fatto consueto, non si è visto in conferenza stampa al termine dell'incontro ma Prodi ha incassato dal presidente egiziano la concessione della proprietà del terreno sul quale si trova il Sacrario di El Alamein sorto a ricordo dei soldati italiani caduti in battaglia.

"Si tratta di un atto simbolico ma di un atto di amicizia", commenta soddisfatto Prodi che con Mubarak ha detto anche di condividere la preoccupazione per le sorti della questione israelo-palestinese e per l'incremento folle dei prezzi dei beni alimentari in molti paesi in via di sviluppo fra i quali l'Egitto.

Abbottonatissmo il Professore lo è sulle cose italiane. Vani i tentativi di farlo parlare sul destino di Alitalia AZPIa.MI appeso a pochi spiccioli, e nonostante il flusso di dichiarazioni di Silvio Berlusconi.

Il blue mood di Prodi arriva però quando i cronisti gli chiedono se, alla sua ultima missione, provi nostalgia. Non nega, e risponde: "Molta nostalgia, anche se poi certo si faranno altre cose...In queste missioni mi sono sentito sempre a casa, ho sempre trovato ministri che conoscevo da tempo, vedremo di coltivare le amicizie".

Poi spiega che il "sistema Italia andrà avanti certamente anche senza le persone" e qui il ministro del Commercio Estero, Emma Bonino, gli fa eco dicendo che, "no, non è vero, le persone contano". Prodi non raccoglie ma fa notare che la due giorni di governo-Confindustria-Abi-Ice a Il Cairo "è la più grande missione di un Paese europeo in Egitto".

Poi più nessuna dichiarazione, fino alla partenza nel pomeriggio insieme ai fedelissimi e alla signora Flavia per Bologna. Lo aspetta il comizio con Walter Veltroni, e forse lì avrà voglia di dire qualcosa in più sull'Italia e sulla caduta del suo governo.

Più sanguigno il 'commiato' di Montezemolo. Il presidente degli industriali, che a fine maggio passerà il testimone a Emma Marcegaglia, dice di non voler parlare di politica per non rischiare che le sue dichiarazioni siano strumentalizzate agli sgoccioli della campagna elettorale. Ma in realtà ne ha per tutti. Alla politica dice di rimboccarsi le maniche e di "ricostruire dalle fondamenta, tutti insieme" l'Italia. Un invito alla concordia in previsione di un pareggio fra Pd e Pdl?   Continua...