January 8, 2008 / 12:58 PM / 10 years ago

PUNTO 1 - Italia, deficit 9 mesi 2007 a 1,3% da 4,0% in 2006

4 IN. DI LETTURA

(Aggiunge dettagli da comunicato e contesto)

ROMA, 8 gennaio (Reuters) - Buone notizie per i conti pubblici italiani. Nei primi nove mesi del 2007 l'indebitamento netto della pubblica amministrazione in rapporto al Pil si è ridotto all'1,3% dal 4% dello stesso periodo del 2006, segnando il risultato migliore dal 1999.

Nel terzo trimestre dell'anno, secondo i dati resi noti oggi da Istat, il deficit è sceso allo 0,5% dal 6,2% del terzo trimestre 2006.

Nell'interpretare il confronto tra i dati del 2007 e quelli del 2006, Istat ricorda che nel terzo trimestre 2006 sono stati contabilizzati i rimborsi delle detrazioni Iva dovuti alla sentenza emessa il 14 settembre 2006 dalla Corte di giustizia europea, che sulla base delle informazioni disponibili sono stati stimati a 15,982 miliardi.

Il saldo primario (al netto degli interessi passivi) si mantiene positivo e sale nei primi nove mesi al 3,5% dallo 0,6% dell'analogo periodo dell'anno precedente.

I dati diffusi oggi sono molto vicini a quelli che valgono ai fini di Maastricht per il rispetto del Patto di stabilità, ma non del tutto coincidenti in quanto non tengono conto delle operazioni di swap. Nel 2006, ad esempio, gli swap hanno inciso in positivo per un decimo di punto abbassando l'indebitamento preso a riferimento da Bruxelles al 4,4% dal 4,5%.

Il calo del deficit fotografato da Istat alimenta comunque le attese di un 2007 in netto miglioramento rispetto alle stime ufficiali. Il governo ha previsto a settembre un deficit 2007 al 2,4%, ma il presidente del Consiglio Romano Prodi ha già detto che l'Italia chiuderà con un indebitamento "intorno al 2%".

I buoni risultati sul fronte dei conti pubblici alimenteranno anche le pressioni delle parti sociali sul governo affinché riduca le tasse sui lavoratori dipendenti. Proprio oggi è in calendario un primo incontro con i sindacati per dare formalmente avvio alla trattativa.

Sale La Spesa Corrente

Il dettaglio delle cifre illustrate da Istat non è tutto rose e fiori. Sul calo del deficit incidono soprattutto le entrate fiscali, che nel terzo trimestre 2007 sono aumentate in termini tendenziali del 7,2% collocandosi al 43,7% del Pil. Le entrate sono aumentate infatti da 156,9 a 168,16 miliardi.

Salgono in particolare le entrate correnti (+7%), grazie al contributo delle imposte dirette (+13%), delle imposte indirette (+4%) e dei contributi sociali (+5,8%).

La nota dolente riguarda la spesa corrente. Le uscite totali sono diminuite nel periodo luglio-settembre del 5,5%. In termini assoluti, si passa da 179,84 miliardi a 169,94 miliardi. Anche in questo caso il dato risente dei rimborsi Iva, che hanno appesantito il bilancio 2006. Ma se si guarda alle uscite correnti, queste registrano invece un aumento in termini tendenziali del 3,7%: sono passate da 151,05 a 156,71 miliardi.

"Tale aumento è dovuto all'effetto combinato della diminuzione dei redditi da lavoro dipendente (-0,2%) e dell'aumento del 3,3% dei consumi intermedi, delle prestazioni sociali in denaro (+4,8%), delle altre uscite correnti (+1,3%) e degli interessi passivi (+12,2%)", spiega l'Istituto di statistica.

Le uscite in conto capitale diminuiscono in termini tendenziali del 54%: "Il dato è la sintesi tra l'aumento degli investimenti fissi lordi (+10,7%) e una diminuzione delle altre uscite in conto capitale (+77,2%)", dove sono stati contabilizzati i circa 16 miliardi della sentenza Iva.

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