Italia, spazio per rivedere deficit/pil 2008 a 1,8% - Unicredit

martedì 8 gennaio 2008 12:44
 

MILANO, 8 gennaio (Reuters) - La forte riduzione del deficit pubblico in rapporto al Pil registrata nel 2007 apre la porta a una revisione del target 2008.

Questa la posizione dell'ufficio studi di Unicredit, che ipotizza per quest'anno un deficit/pil intorno all'1,8% dall'obiettivo ufficiale del 2,2%. Il 2007, come ha detto il premier Romano Prodi nella conferenza stampa di fine anno, si è chiuso con un deficit intorno al 2% (la precedente stima governativa di fine settembre era del 2,4%) dal 4,4% del 2006.

La contrazione del deficit nel 2007, spiega Unicredit in una nota, è stata nettamente maggiore del previsto "grazie alla solida crescita delle entrate fiscali". "Questo risultato positivo richiede una revisione del target per il 2008 (...), che dovrebbe attestarsi intorno all'1,8% per lasciare invariata la dimensione della correzione già prevista per quest'anno".

Il governo, continua la banca, si troverà a negoziare il nuovo target con Bruxelles e spingerà probabilmente per portarlo al 2%. La Commissione europea potrebbe invece chiedere di mantenere la riduzione dello 0,2% anno su anno prevista inizialmente (le stime iniziali erano del 2,4% per il 2007 e del 2,2% per il 2008) e di fissarlo quindi all'1,8%.

"Anche se la crescita dell'economia sta seriamente rallentando e poco è stato fatto per contenere le spese correnti in modo strutturale, lo sforzo del governo di contrastare l'evasione fiscale dovrebbe essere sufficiente per raggiungere questo nuovo obiettivo di deficit", sostiene Unicredit, pur notando che il fatto che il risanamento dei conti sia stato finora perseguito interamente sul fronte delle entrate "non rende immune l'Italia dai rischi".

L'ufficio studi della banca mette in evidenza inoltre che il nuovo obiettivo sarà la chiave per determinare lo spazio di manovra per discutere nuove misure fiscali espansive: "proposte concrete dell'esecutivo possono arrivare solo una volta che sia noto il nuovo target e che siano disponibili i dati sul deficit dei primi mesi dell'anno"; questo, dice la nota, accadrà probabilmente a metà marzo con la Relazione unificata sull'economia e la finanza.