G7 Tokyo verso valutazione su economia,improbabile azione comune

mercoledì 6 febbraio 2008 17:23
 

TOKYO (Reuters) - Rischiano di rimanere disattese le speranze di chi si attende che dalla riunione del G7 di sabato prossimo esca una politica congiunta in risposta al rischio recessione negli Stati Uniti, alle turbolenze del mercato azionario e alle difficoltà nei cambi delle valute.

I differenti problemi economici e le diverse priorità politiche, oltre a una certa tensione da una parte all'altra dell'Atlantico, rendono alquanto improbabile che Europa e Giappone seguano gli Stati Uniti nel varo di un pacchetto di misure fiscali e monetarie per compensare il calo della domanda americana.

Il Canada ritiene di aver già fatto abbastanza sul fronte fiscale e sembra più preoccupato dell'avanzata dello yuan cinese, mentre la Gran Bretagna sta concentrando i propri sforzi nel rendere più trasparenti i mercati finanziari.

Nell'area euro, invece, i timori riguardano ancora l'apprezzamento della moneta unica, anche si ritiene che, sui tassi di cambio, il Gruppo dei Sette potrebbero semplicemente ripetere il linguaggio consueto, sollecitando nuovamente la Cina a un più rapido apprezzamento della propria divisa.

"Alcuni potrebbero discutere di valute", ha detto oggi ai giornalisti un autorevole esponente del ministero delle Finanze giapponese. "Ma noi abbiamo la testa piena di problemi urgenti come le prospettive dell'economia e l'incertezza che regna sui mercati finanziari".

Prima del meeting di Tokyo, infatti, il Fondo monetario internazionale ha tagliato le previsioni di crescita mondiale al 4,1% dal 4,4 precedente, vale a dire ai minimi degli ultimi cinque anni.

Il Giappone, che ospita il meeting, spera che i ministri delle Finanze e i banchieri centrali di Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia e Stati Uniti allentino i timori di rallentamento economico. Tokyo si rende conto, però, che il G7 non potrà fare molto più che tentare un'analisi comune dei problemi attuali, mentre l'adozione di una politica fiscale coordinata sembra molto improbabile.

"La politica fiscale è una questione che spetta ai singoli Governi", ha detto una fonte del ministero del Tesoro britannico.