Salari, meno tasse e riforma contratti per crescita - Angeletti

mercoledì 5 marzo 2008 14:51
 

ROMA, 5 marzo (Reuters) - Per far ripartire la crescita occorre riformare il modello contrattuale incentivando la produttività e riducendo le tasse sul lavoro dipendente.

Lo ha detto il segretario della Uil, Luigi Angeletti, parlando di "una classe dirigente inadeguata" a far ripartire "un Paese in crisi" e "demoralizzato".

"Questo è un Paese che spesso, quando lo si guarda, è come se si stesse spegnendo", ha esordito Angeletti inaugurando il cinquattotesimo anniversario della Uil.

"È giunta l'ora di ridurre le tasse sui salari, ma anche di affrontare la questione del modello contrattuale. I redditi possono aumentare solo se si cambiano i modelli contrattuali e si riducono le tasse sul lavoro dipendente", ha detto Angeletti, sostenendo la proposta di detassare gli aumenti salariali.

Secondo Angeletti l'accordo del 1993 ha svolto in modo efficace la sua funzione negli anni novanta, quando "l'economia italiana doveva essere deflazionata", ma ora va cambiato.

"L'accordo del 1993 è fatto apposta per ridurre i salari, il fatto che la Cgil lo continui a difendere è incomprensibile", ha continuato.

Nella ricetta del sindacato ci sono anche le liberalizzazioni: "Abbiamo bisogno di fare riforme, dobbiamo liberalizzare le professioni, eliminare i tratti feudali di certe corporazioni e, aggiungo, bisogna liberalizzare anche le imprese pubbliche municipalizzate", ha spiegato Angeletti.