4 aprile 2008 / 18:01 / 9 anni fa

PUNTO 2 - Fmi pecca di pessimismo su prospettive Europa - Ecofin

(riscrive attacco al termine riunione, unisce pezzi precedenti)

BRDO, 4 aprile (Reuters) - Secondo il consesso di ministri finanziari e banchieri europei, il Fondo monetario internazionale traccia un quadro a tinte eccessivamente fosche per lo scenario economico del vecchio continente, a parere di alcuni, Italia inclusa.

In attesa dei numeri della prossima settimana, quando il 'world economic outlook' farà il punto della situazione, di fronte al rincorrersi di anticipazioni e indiscrezioni il messaggio che esce dall'Ecofin informale sloveno è quindi quello di un assai cauto ottimismo.

Ultimo in ordine temporale a prendere parola il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che riconosce il deterioramento dello scenario di fondo ma si aggiunge al coro dei rappresentanti europei secondo cui Washington vede troppo nero.

"Il Fondo monetario ha previsto una diminuzione della domanda mondiale molto marcata e questo si ripercuote sulle stime di crescita dell'Europa e dell'Italia" dice ai giornalisti al termine della riunione del consiglio.

"L'impressione generale - e questo vale per Germania, Francia e altre parti della zona euro - è che [l'Fmi] sia stato eccessivamente pessimista", ha aggiunto senza voler commentare le indiscrezioni in merito alla nuova stima sull'Italia, per cui una fonte comunitaria ha indicato stamane un davvero misero 0,3%.

Sulla stessa linea e identicamente evasivo nel caso specifico dell'Italia, il commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia.

"Le stime Fmi sull'Europa sono pessimistiche... non parlo dei singoli Paesi" spiega a margine della conferenza stampa finale.

Secondo la fonte europea, gli esperti di Washington si apprestano a ridurre al di sotto di 1,3% la proiezione sulla crescita Uem 2008, a fronte di una stima della Commissione pari ancora all'1,8% in attesa delle stime di primavera in arrivo a fine mese.

A tacciare di eccessivo pessimismo gli ultimi dati del Fondo ha iniziato ieri sera 'mr euro', il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, che si è detto poi stamane in disaccordo anche in merito alla proiezione specifica sull'Italia.

L'ultimo documento ufficiale dell'esecutivo, la Relazione unificata sull'economia e la finanza di metà marzo, proietta per la crescita 2008 uno 0,6%, mentre nelle 'interim forecast' di fine febbraio la Commissione indicava uno 0,7%, previsione esattamente dimezzata rispetto all'1,4% delle stime d'autunno.

Nel bollettino trimestrale di gennaio Banca d'Italia indicava invece una crescita "in area 1%", parlando di rischi al rialzo legati alla capacità di rilancio delle imprese ma al ribasso guardano alla congiuntura globale.

Se non vuole entrare nello specifico in merito allo scenario per la crescita italiana 2008, il governatore decide invece di soffermarsi sul tema della corsa dei prezzi, da sempre priorità per l'istituto centrale di Francoforte: "L'inflazione resterà alta quest'anno a causa del prezzo del petrolio e degli alimentari e questo pone un problema, ma le aspettative restano ancorate ed è certo che la politica monetaria continuerà ad essere orientata a questo obiettivo", spiega.

"Naturalmente - conclude - questo pone all'interno dei vari Paesi problemi per quanto riguarda il reddito disponibile in termini reali e anche problemi di redistribuzione del reddito".

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