3 marzo 2008 / 13:29 / 9 anni fa

Elezioni, Confindustria chiede pressione fiscale al 42% in 2010

MILANO, 3 marzo (Reuters) - Confindustria chiede di ridurre la pressione fiscale complessiva al 42% nel 2010 dal 43,3% dell'anno scorso.

E' una delle proposte del documento "La crescita economica. Vero bene comune" elaborato dall'associazione degli industriali e presentato dal presidente Luca Cordero di Montezemolo, insieme ai vice Alberto Bombassei e Gianfelice Rocca, in Assolombarda.

Premettendo che "la vera priorità che il Paese deve assumere è la crescita economica", il documento aggiunge che "bisogna saper dire la verità agli italiani, per quanto amara e spiacevole, anche durante la campagna elettorale".

Tra i punti ribaditi, l'auspicio di ridurre la spesa pubblica corrente, un "Moloch (che)...tolti gli interessi, assorbe il 39,6% del Pil" e la necessità di "ripensare l'orario di lavoro e la durata della vita lavorativa". Azioni, ha detto Monmtezemolo che "non sono né di destra né di sinistra".

Il primo dei dieci ambiti chiave dove Confindustria suggerisce di intervenire è la governabilità, la riforma dello Stato. Per questo punto, così come per le tematiche dell'istruzione e della ricerca, Montezemolo e Rocca hanno sostenuto che dovrebbero "restare fuori dalla competizione elettorale", essere oggetto di "accordi di lungo termine".

In tema di riforma dello Stato, l'associazione degli industriali chiede "correzioni e integrazioni alla seconda parte della Costituzione, superamento del bicameralismo perfetto, più poteri al premier, una nuova legge elettorale, vero federalismo fiscale, abolizione progressiva delle Province, una vera sussidiarietà".

Il secondo punto è il risanamento dei conti pubblici, con obiettivi precisi: "Anticipare al 2010 l'obiettivo di pareggio del bilancio pubblico e quello di riduzione del debito pubblico sotto il 100% del Pil, portare nel 2010 l'avanzo primario al 5% del Pil e al 3,5% del Pil la spesa pubblica per investimenti, ridurre al 37% del Pil la spesa corrente primaria".

Il terzo ambito trattato dal decalogo di Confindustria è la riduzione delle imposte, rispetto alla quale viene proposto di "ridurre l'Ires di 3,5 punti per portarla in cinque anni al 24%, eliminare progressivamente il costo del lavoro dalla base imponibile Irap, eliminare le addizionali regionali Irap, diminuire gradualmente la pressione fiscale, portandola al 42% nel 2010, ridurre di cinque punti il cuneo fiscale e contributivo".

Il quarto punto (lavoro, contratti, salari, produttività) è stato illustrato da Bombassei, che si è soffermato sul tema della sicurezza sul lavoro, sostenendo che "vanno unificati e focalizzati, soprattutto su attività di prevenzione, i vari enti che, a diverso titolo, se ne occupano".

Il quinto è punto è la semplificazione burocratica, mentre il sesto, energia e ambiente, ha visto Montezemolo sottolineare "l'abnorme dipendenza dell'Italia dal petrolio", sostenendo che "con il greggio sopra i 90 dollari il barile, la crescita del Paese sarà vicina allo zero". Il documento, inoltre, chiede di "puntare sul nucleare di nuova generazione".

Nel settimo ambito, le infrastrutture, è contenuto un elenco delle opere prioritarie, fra cui Torino-Lione, Pedemontana e Brebemi. C'è anche un riferimento a Malpensa: "La ricerca di una soluzione deve tener conto delle esigenze di alcune fra le più importanti regioni economiche del Paese".

L'ottavo e il novo punto (istruzione e università, ricerca e innovazione) sono stati illustrati da Rocca. Fra gli obiettivi, "portare al 2% del Pil gli investimenti in ricerca entro il 2011".

L'ultimo punto è riservato al Mezzogiorno, con la richiesta di "sostenere la lotta ai racket".

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