3 luglio 2008 / 11:51 / 9 anni fa

PUNTO 1 - Governo cambi manovra o Cgil non starà ferma - Epifani

(aggiunge analisi Cgil su manovra)

ROMA, 3 luglio (Reuters) - La Cgil non starà "ferma" se il governo non modificherà la manovra economica triennale "sbagliata e inadeguata" per pensionati e lavoratori.

In particolare, la Cgil propone di detassare la tredicesima 2008 per rilanciare i consumi.

Lo ha detto oggi il segretario della confederazione, Guglielmo Epifani, senza però parlare apertamente di sciopero.

"Se il governo non cambia la qualità delle misure [previste nella manovra] la Cgil non potrà far finta di nulla", ha detto Epifani in una conferenza stampa.

A chi gli chiedeva se ciò significhi indire uno sciopero - peraltro già annunciato da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro l'indirizzo economico del precedente governo di centrosinistra - Epifani ha risposto: "Se non cambiano i provvedimenti la Cgil non starà ferma. Cosa voglia dire lo decideremo e lo valuteremo più in là".

Quanto al patto sulla crescita che il governo ha detto di voler siglare con le parti sociali entro l'estate, Epifani ha detto: "Il governo ha detto che ci convocherà. Aspetto di sapere se lo farà e cosa propone. Noi faremo le nostre proposte e se il governo non le raccoglierà ne trarremo le conseguenze".

Il ministro dell'Economia, Giulio "Tremonti, propone di rimandare a quando ci sarà la crescita la redistribuzione fiscale; noi proponiamo la ditribuzione fiscale per attivare la crescita", ha detto Epifani.

Il segretario ricorda la proposta già avanzata dai sindacati prima delle elezioni di destinare un punto di Pil (circa 15 miliardi) ai redditi da lavoro e pensione. Per il 2008 la Cgil pensa a una detassazione della tredicesima che per un lavoratore con un reddito medio di circa 25 mila euro si tradurrebbe in un beneficio di circa 500 euro quest'anno. Per il 2009 e il 2010 la Cgil chiede una aumento delle detrazioni. Nel complesso tali misure porterebbero nel triennio un beneficio per lavoratori e pensionati di 1.000 euro.

CGIL: MANOVRA DEPRESSIVA SU CRESCITA E SU CONSUMI

Di seguito i principali rilievi alla manovra illustrati oggi:

* La manovra, non aumentando il potere d'acqusito di salari e pensioni, non favorisce la crescita e anzi rischia di comprimere i consumi interni di un ulteriore 0,5%;

* L'inflazione programmata a 1,7% provocherà, a fronte di una inflazione reale di 3,8%, una perdita di potere d'acquisto per salari e pensioni di 1.219 euro nel biennio 2008-2009;

* Un indice dei prezzi al consumo al 3,8% abbinato alla mancata restrituzione del fiscal drag costerà mediamente 220 euro a lavoratori e pensionati nel 2008;

* L'accordo con le banche sui mutui non porta vantaggi reali, anzi prendendo come esempio una famiglia che abbia acceso nel 2003 un mutuo da 100.000 euro per 20 anni, questa si troverà alla fine a dover restituire 7.626 euro in più;

* Il Dpef non prevede una riduzione della pressione fiscale; il decreto collegato indebolisce l'impianto normativo di contratto alla evasione ed elusione fiscale;

* I tagli alle spese dei Comuni si tradurranno in una riduzione di 500 euro all'anno della spesa sociale per le famiglie povere.

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