July 2, 2008 / 5:22 PM / 9 years ago

Draghi, no a spirale prezzi-salari

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ROMA (Reuters) - Per contrastare la stagnazione stimolando i consumi occorre riportare nel medio periodo l'inflazione entro il limite del 2% previsto dallo Statuto della Banca centrale europea ed evitare la spirale prezzi-salari.

Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia e membro del board della Bce Mario Draghi in un'audizione parlamentare sul Dpef alla vigilia della riunione dell'istituto di Francoforte che dovrebbe aumentare i tassi di un quarto di punto al 4,25% per contrastare l'inflazione.

"Oggi la situazione è di stagnazione generale, non solo in Italia [...]. I consumi diminuiscono perché c'è inflazione. La prima risposta è che nel medio periodo l'inflazione ritorni entro il 2%", ha detto Draghi.

A proposito delle sue dichiarazioni di ieri sulla perdita del potere di acquisto degli stipendi a causa dell'aumento dei prezzi delle materie prime, Draghi ha tenuto a sottolineare che "il governatore della Banca d'Italia non può augurarsi una rincorsa prezzi-salari". I redditi dei lavoratori possono aumentare solo grazie a un aumento della produttività, ha ribadito Draghi.

Prima causa della riduzione del potere di acquisto dei salari l'impennata del greggio alimentata dalla difficoltà per l'offerta di stare al passo della domanda.

MERCATO GREGGIO NON TRASCINATO SOLO DA FATTORI IRRAZIONALI

A quanti puntano il dito contro la speculazione come il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il governatore ricorda che, sebbene sia facile che in situazioni del genere si innestino gli speculatori, "il mercato del greggio non è trascinato solo da fattori irrazionali".

L'andamento del petrolio preoccupa perché deprime i corsi azionari nell'attesa di margini di profitto in calo e rende ancora più difficili le ricapitalizzazioni di cui hanno bisogno le banche colpite dalla crisi finanziaria partita dal settore dei mutui sub prime Usa.

"Esiste da tempo una correlazione fra prezzo del petrolio e borse e le borse da 10-15 giorni a queste parte sono sistematicamente peggiorate. Perché questo è grave, perché a questo punto le ricapitalizzazioni del sistema bancario diventano ancora più difficili, perché se si chiede a un investitore di ricapitalizzare una società mentre il prezzo continua a scendere l'investitotre evidentemente aspetta", ha spiegato Draghi.

Il governatore ha ricordato che in sei mesi su 400 miliardi di perdite dichiarate erano state annunciate dalla banche ricapitalizzazioni per 300 miliardi.

"Ciononostante mancano ancora 100 miliardi e la situazione dell'economia reale Usa continua a peggiorare", ha detto ancora Draghi.

Ripercorrendo l'inizio della crisi finanziaria, il governatore, che è anche presidente del Financial Stability Forum, il gruppo di lavoro delle autorità di vigilanza voluto dal G8 che ha messo a punto 67 misure di riforma del sistema finanziario, ha detto che ha preso avvio "in una situazione in cui gli operatori avevano perso capacità di valutare i rischi" e si è amplificata per via dei "meccanismi perversi" sulla base dei quali l'industria finanziaria era cresciuta negli ultimi anni".

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