2 luglio 2008 / 15:46 / tra 9 anni

Italia maglia nera per stipendi, occupazione - Ocse

MILANO, 2 luglio (Reuters) - Migliora la disoccupazione, rispetto agli ultimi 27 anni, ma l‘Italia rimane ancora sopra la media dei 30 paesi Ocse, mentre l‘occupazione rimane bassa rispetto agli altri paesi dell‘area dell‘Organizzazione e della Ue.

Non solo. I lavoratori italiani in media lavorano un anno più dei colleghi stranieri, ma con uno stipendio annuale inferiore alla media europea e a quella Ocse.

Sono alcuni degli aspetti riferiti all‘Italia che emergono dal rapporto sull‘occupazione presentato oggi a Parigi dall‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, dal titolo “Employment Outlook 2008”.

DISOCCUPAZIONE MIGLIORA MA RISCHI PER MERCATO LAVORO

Lo scorso anno nel nostro paese il tasso di disoccupazione è stato del 6,1%, contro un 11,4% del 1998, rispetto alla media della Ue a 15 stati del 7% e del 5,6% Ocse. Una situazione in deciso miglioramento, sottolinea l‘Organizzazione nel rapporto, “ma l‘economia è ora esposta a rischi considerevoli con un effetto negativo potenziale sul mercato del lavoro”, si legge nello studio.

Meno del 58% della popolazione in età lavorativa ha un‘occupazione, rispetto al 66,6% della media Ocse e Ue-15, con picchi superiori al 70% in vari stati, tra cui Danimarca, Finlandia, Islanda (86%, il tasso più alto), Giappone, Svizzera, Paesi Bassi, Svezia e Usa. E l‘Ocse, inoltre, avverte: “la crescita dell‘occupazione rallenterà ancora nei prossimi due anni”.

SI LAVORA TANTO GUADAGNANDO MENO

Cattura l‘attenzione il rapporto tra ore lavorate e stipendio medio. Un lavoratore italiano in media in un anno dedica al proprio impiego 1.824 ore (dato 2007). Lavorano più degli italiani, tra tutti i 30 paesi Ocse, soltanto i cechi, gli ungheresi, i lussemburghesi e i polacchi.

Ma gli stipendi sono magri, almeno rispetto ai colleghi stranieri. A parità di potere d‘acquisto, un italiano in media nel 2006 ha guadagnato 29.844 dollari, rispetto ai 38.252 dell‘Ocse e 34.651 della Ue-15. Lo stipendio italiano in termini reali è calato dello 0,2% nel 2006. Altre contrazioni si sono registrate soltanto in Germania (-0,3%), Portogallo (-2,6%), Spagnia (-0,7%) e Paesi Bassi (-0,1%), contro una crescita dell‘1,1% nell‘area Ocse e dello 0,4% nella Ue-15.

Solo altri sette paesi stanno peggio o come l‘Italia in termini di stipendio. Sono la Repubblica Ceca e quella Slovacca, l‘Ungheria, la Polonia, il Portogallo, la Spagna e la Grecia.

TASSO OCCUPAZIONE BASSO TRA LE DONNE

Solo il 46% delle donne italiane può vantare un impiego e il tasso di occupazione femminile è molto basso anche nella fascia di età più attiva (25-54 anni), al 59,6%, il terzo peggiore nei paesi Ocse, dopo Messico e Turchia.

Secondo lo studio “la scarsa occupazione femminile è innazittutto il risultato della debole partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro, dovuta all‘inadeguatezza delle politiche di sviluppo delle infrastrutture per l‘infanzia e all‘insufficienza delle detrazioni fiscali a favore di coppie multi-reddito”.

Inoltre, le italiane guadagnano in media il 18% in meno rispetto ai colleghi maschi per ora lavorata. “Persistenti pratiche discriminatorie nel mercato del lavoro sono un fattore chiave alla base di queste disparità”.

E non sembra aiutare la condizione delle lavoratrici italiane il ricorso al part-time, pari al 15,1% sul totale occupazione (dato 2007), rispetto al 15,4% della media Ocse e al 18,1% di quella Ue-15, con una punta del 36,1% nei Paesi Bassi.

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