Dpef, Isae: possibile Pil 2008 a +0,5%, 2009 legato a inflazione

mercoledì 2 luglio 2008 17:43
 

ROMA, 2 luglio (Reuters) - L'Isae apprezza nella sostanza l'impianto della manovra economica triennale presentata dal governo e ritiene realizzabile l'obbiettivo di una crescita del Pil 2008 dello 0,5%; più incerto il target di +0,9% del prossimo anno che dipenderà - secondo il think tank - dall'andamento dell'inflazione.

Nel corso di una audizione parlamentare sul Dpef, il presidente Isae, Alberto Majocchi, ha detto che difficilmente l'indice sui prezzi al consumo scenderà in media d'anno sotto il 3,5-3,6%.

Sulla finanza pubblica, bene il mantenimento degli obbiettivi assunti con l'Europa dal precedente governo, obbiettivi che tuttavia richiederanno uno "sforzo notevole e impegnativo".

In un quadro di domanda interna inibita dallo shock petrolifero, ma tuttavia controbilanciata dal buon andamento delle esportazioni, "appare realizzabile una crescita dello 0,5%, sospinta dalle esportazioni nette, come indicato nelle ipotesi previsive del Dpef per l'anno in corso", dice Isae che pure non esclude "la possibilità che la tenuta dell'export consenta un risultato" migliore.

Se il Pil ristagnasse nella restante parte del 2008 ai livelli raggiunti in gennaio-marzo (+0,5%) la variazione in media d'anno sarebbe dello 0,3%. Isae non vede comunque particolari rischi di recessione.

"La dinamica della produzione industriale dovrebbe essersi mantenuta nel secondo trimestre in terreno positivo, consentendo di dare ancora luogo a un incremento del Pil, aggiunge Majocchi.

Punti interrogativi maggiori riguardano gli sviluppi per il 2009 quando "il graduale rafforzamento dell'attività produttiva indicato nel Dpef per il 2009 (0,9%) appare legato a doppio filo a una ipotesi di rientro delle tensioni inflazionistiche".

In particolare, secondo l'Isae, un processo di rientro delle tensioni nei prezzi molto graduale potrebbe prendere a concretizzarsi in autunno, a condizione che le quotazioni del greggio si stabilizzino: "In questo profilo, l'inflazione italiana difficilmente si situerebbe sotto il 3,5-3,6% nella media dell'anno in corso".

"Se il petrolio cominciasse poi a ridimensionarsi nel 2009, per la minore pressione della domanda mondiale, e se si limitassero gli effetti di second round conseguenti agli aumenti delle materie prime importate (salvaguardando quindi la relativa stabilità dell'inflazione core), la dinamica dei prezzi potrebbe progressivamente ripiegare il prossimo anno ridando fiato al potere d'acquisto delle famiglie e alla redditività delle imprese, con ripercussioni favorevoli sulla crescita economica", prosegue Majocchi.   Continua...